Quando si parla di benessere cellulare e longevità, può capitare di incontrare il nome di una sostanza che spesso incuriosisce: Polidatina. È naturale chiedersi la Polidatina cos’è, a cosa serve e perché, molto spesso, viene messa a confronto con il Resveratrolo.
La Polidatina è un composto naturale di origine vegetale, appartenente alla famiglia dei polifenoli e, più precisamente, a quella degli stilbeni1. Viene spesso studiata in relazione ad alcuni meccanismi cellulari che contribuiscono al mantenimento dell’equilibrio e della funzionalità della cellula nel tempo2-3.
In quesxto articolo approfondiremo:
- cos’è la Polidatina
- a cosa serve la Polidatina
- quali sono i principali benefici
- quali sono le principali differenze rispetto al Resveratrolo
- dove si trova la Polidatina
Se ti incuriosisce capire come un polifenolo naturale possa essere messo in relazione ai meccanismi interni della cellula, continua a leggere, perchè tra poco entreremo nel vivo dell’argomento. Buona lettura!
Polidatina: cos’è
Come hai letto poco fa, la Polidatina è un composto naturale appartenente agli stilbeni, una famiglia di polifenoli di origine vegetale.
A livello chimico viene considerata una sorta di gemella del Resveratrolo, da cui si distingue per la presenza di una molecola di glucosio nella sua struttura.
Una caratteristica che ne influenza stabilità e modalità di assorbimento da parte dell’organismo1.
A cosa serve la Polidatina
Ora che hai scoperto la Polidatina cos’è, vediamo a cosa serve e perché se ne parla sempre più spesso.
In quanto polifenolo, la Polidatina è oggetto di interesse in relazione allo stress ossidativo, una condizione che si verifica quando la produzione di specie reattive dell’ossigeno, ossia, i radicali liberi, supera la capacità dei sistemi cellulari antiossidanti di mantenere l’equilibrio.
Possiamo immaginare lo stress ossidativo come un bicchiere d’acqua che si riempie troppo. Finché il livello resta sotto il bordo, tutto è sotto controllo. Ma quando la produzione di radicali liberi supera la capacità dei sistemi antiossidanti, il bicchiere trabocca e l’eccesso può iniziare a creare problemi.
Ma non finisce qui. Proprio come il Resveratrolo, noto per essere uno STAC (Sirtuin Activating Compound, ovvero composto associato all’attivazione delle Sirtuine), anche la Polidatina è oggetto di studi per il suo rapporto con queste proteine regolatrici, in particolare con SIRT12.
Poiché le Sirtuine svolgono un ruolo di regolazione in diverse vie cellulari, comprese quelle coinvolte nei processi di rinnovamento interno, la Polidatina rientra nellostudio dei meccanismi cellulari che includono anche l’autofagia3-4.
Sirtuine, Polidatina e autofagia
Le Sirtuine sono una famiglia di proteine enzimatiche dipendenti dal NAD, coinvolte nella regolazione di diversi processi cellulari, tra cui il metabolismo energetico, la risposta allo stress e il mantenimento dell’equilibrio interno della cellula.
Attraverso la loro attività, le Sirtuine contribuiscono a coordinare meccanismi fisiologici complessi, che includono anche i processi di rinnovamento cellulare come l’autofagia5.
È dal suo rapporto con le Sirtuine e dal suo inserimento nei meccanismi di regolazione dello stress ossidativo che nasce l’interesse per la Polidatina quando si parla di longevità6.
Non come sostanza ad azione diretta, ma come molecola potenzialmente coinvolta in una rete di regolazione biologica più ampia.
Polidatina: quali sono i benefici
Dopo aver visto cos’è la Polidatina e come si inserisce nei meccanismi cellulari, è il momento di capire quali sono, in concreto, i suoi benefici. Qui il punto importante è uno, non parliamo di un’azione singola e mirata, ma di un supporto trasversale a diversi sistemi dell’organismo.
Benefici antiossidanti della Polidatina
Uno degli aspetti di maggiore interesse della polidatina è la sua azione antiossidante, che contribuisce a sostenere i naturali sistemi di difesa dell’organismo nei confronti dello stress ossidativo1.
Mantenere questo equilibrio è importante per il funzionamento delle cellule, ed è in questo contesto che la Polidatina viene oggi associata ai temi del benessere cellulare e dell’invecchiamento fisiologico7.
Benefici sul benessere cardiovascolare
Un altro ambito di interesse riguarda il benessere cardiovascolare.
In una revisione8, pubblicata sulla rivista scientifica Biomedicine & Pharmacotherapy, la Polidatina è stata descritta in relazione a meccanismi coinvolti nel metabolismo lipidico e nella risposta allo stress ossidativo, aspetti che concorrono al mantenimento della fisiologica funzionalità del sistema cardiovascolare e dei vasi sanguigni.
Benefici sul benessere nervoso
In un altra revisione9 pubblicata sulla rivista scientifica Molecules, la Polidatina è descritta come uno stilbene di origine vegetale che interagisce con diversi meccanismi cellulari, in particolare quelli legati alla risposta allo stress ossidativo e al mantenimento dell’equilibrio delle cellule.
Nello stesso lavoro, la Polidatina viene presa in considerazione anche a livello delle cellule nervose, dove è emerso il suo coinvolgimento in processi sui quali può esercitare un’azione benefica.
Benefici della Polidatina per la pelle
Hai già sentito parlare dei fibroblasti?
Sono delle cellule che si trovano nel derma e sono specializzate nella sintesi del collagene, la proteina di sostegno dei tessuti connettivi.
Pelle, collagene e fibroblasti possono risentire dell’azione esercitata da fattori esterni, in particolare dai raggi UV, che favoriscono la produzione di radicali liberi e stress ossidativo.
Uno studio10 pubblicato sulla rivista Cells ha valutato gli effetti della polidatina in un modello di fibroblasti dermici umani esposti a radiazioni UVA.
Nel lavoro, gli autori descrivono come la polidatina contribuisca a preservare la vitalità cellulare, a ridurre la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e a sostenere la funzionalità mitocondriale, attraverso il coinvolgimento dei sistemi di risposta antiossidante cellulare.
Sulla base di queste osservazioni sperimentali, gli autori concludono che la Polidatina esercita un effetto positivo a livello dei fibroblasti e ne sottolineano il potenziale di interesse in ambito cosmetico e dermatologico.
Polidatina e Resveratrolo: qual è la differenza
La Polidatina e il Resveratrolo sono due molecole molto simili dal punto di vista chimico. Così simili da essere considerate quasi “gemelle”.
Entrambe appartengono alla famiglia degli stilbeni e derivano da fonti vegetali. La differenza tra le due risiede in un elemento preciso della loro struttura chimica.
La Polidatina è infatti la forma glicosilata del Resveratrolo, perché nella sua struttura è presente una molecola di glucosio. Non si tratta di un dettaglio di poco conto, ma di un tratto distintivo, che influenza il comportamento della molecola una volta ingerita.
La presenza del glucosio rende la Polidatina più stabile e ne modifica le modalità di assorbimento1, aspetti che vengono messi in relazione a una maggiore biodisponibilità rispetto al Resveratrolo.
Per usare un’immagine semplice, è un po’ come nella celebre canzone di Mary Poppins: con un poco di zucchero...
Allo stesso modo, il glucosio “accompagnato” alla struttura del Resveratrolo contribuisce a rendere la Polidatina meno suscettibile ai processi di degradazione e più adatta a essere utilizzata dall’organismo lungo il suo percorso.
Sia la Polidatina sia il Resveratrolo sono oggetto di studi per il loro rapporto con le sirtuine, proteine coinvolte nei meccanismi che regolano l’equilibrio energetico e la risposta allo stress cellulare, e in particolare con SIRT1
La distinzione tra le due molecole non riguarda quindi quali sistemi cellulari vengano presi in considerazione, ma in che modo ciascuna riesca a inserirsi in questi processi e come venga assorbita e utilizzata.
In sintesi, il confronto tra Polidatina e Resveratrolo non riguarda quale sia “migliore”, ma come una piccola differenza chimica possa tradursi in caratteristiche biologiche diverse, tra cui una differente biodisponibilità.
Dove si trova la Polidatina
La Polidatina è un composto naturale presente in alcune piante di origine vegetale, dove svolge una funzione di protezione nei confronti degli stress ambientali.
Fonti naturali di Polidatina
La fonte naturale più utilizzata è la radice di Fallopia japonica (nota anche come Polygonum cuspidatum), una pianta originaria dell’Asia, oggi diffusa anche in Europa e America.
All’interno della pianta, la Polidatina si trova soprattutto nelle parti sotterranee, come le radici.
Apporti di Polidatina possono essere presenti anche in altri alimenti di origine vegetale, in particolare in alcune bacche e nell’uva, ma in quantità inferiori rispetto a quelle riscontrabili nella Fallopia japonica.
Per questo motivo, quando si parla di Polidatina in ambito nutrizionale e formulativo, l’estratto di radice di Fallopia rappresenta una fonte di riferimento.
La scelta della fonte vegetale è un aspetto rilevante, perché incide sulla qualità dell’estratto e sulla concentrazione della Polidatina naturalmente presente nel rimedio.
Dove si trova la Polidatina negli integratori
Come abbiamo descritto prima,la Polidatina rappresenta uno degli attivi di grande interesse quando si parla di equilibrio cellulare e dei meccanismi fisiologici che contribuiscono al mantenimento della funzionalità della cellula nel tempo.
Proprio per questo motivo, è uno degli ingredienti chiave di Autofagia Salugea, insieme alla Spermidina e al NADH.
Autofagia Salugea ha una formula 100% naturale, a base di estratti vegetali selezionati per il loro inserimento in ambiti di interesse legati alla longevity e al benessere cellulare*. Una combinazione pensata per agire in modo ampio e sinergico.
Grazie per aver letto questo approfondimento su cos’è la Polidatina e a cosa serve fino alla fine.
Se l’articolo ti è stato utile, continua a seguirci, ti aspettiamo nel prossimo contenuto dedicato al benessere.
Autofagia è un integratore alimentare: leggere le avvertenze in etichetta.
Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia, equilibrata e di uno stile di vita sano.
I nostri testi hanno scopo divulgativo, non vanno intesi come indicazione di diagnosi e cura di stati patologici e non sostituiscono il parere del Medico.
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