Ti è mai capitato di dover prendere un antibiotico e sentirti consigliare anche l’assunzione di probiotici? Forse ti sei chiesto se sia davvero necessario, o se si tratta di una spesa evitabile.
Se vuoi capire perché è importante assumere probiotici durante e dopo una terapia antibiotica, sei nel posto giusto!
In questo articolo approfondiremo tutto ciò che c’è da sapere sul rapporto tra antibiotico e probiotici, per fare scelte consapevoli per il tuo benessere intestinale
Ecco cosa troverai in questo articolo:
- Terapia antibiotica e probiotici: perché i fermenti sono importanti;
- Quanto tempo deve passare tra antibiotico e probiotici;
- Quali probiotici abbinare all’antibiotico;
- Per quanto tempo assumere i probiotici dopo l’antibiotico;
- Capsule acido-resistenti: un fattore chiave da considerare nella scelta di un probiotico.
Che ne pensi della selezione di argomenti? Ora, scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su antibiotico e probiotici. Buona lettura!
Terapia antibiotica e probiotici: perché vengono consigliati
Uno dei consigli più frequenti che si ricevono in farmacia, durante una terapia antibiotica, è quello di associare l’assunzione di probiotici, spesso noti anche come fermenti lattici.
E no, non è un consiglio “di parte” del farmacista, ma un suggerimento per sostenere concretamente il benessere intestinale.
Vediamo insieme perché è così importante.
L’antibiotico è un farmaco prescritto dal medico1 per combattere le infezioni batteriche. Ma c’è un dettaglio spesso sottovalutato. Sebbene gli antibiotici agiscono sui batteri patogeni (cioè, quelli “cattivi”), possono colpire anche i batteri buoni che abitano il nostro intestino, alterando l’equilibrio della flora intestinale.
Ed è proprio per contrastare questo effetto che si consiglia l’assunzione di probiotici in concomitanza con la terapia antibiotica.2-3
Una cosa che è bene sapere.
Assumere antibiotici solo quando prescritti dal medico è fondamentale per evitare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza,4 ovvero la perdita di efficacia degli antibiotici in caso di infezioni batteriche.
L’uso corretto, in associazione ai probiotici, può contribuire a sostenere benessere ed equilibrio intestinale e a contrastare possibili effetti indesiderati, come la diarrea.2-3-5
Quanto tempo deve passare tra l’antibiotico e i probiotici?
Quando si segue una terapia antibiotica, è importante prestare attenzione al momento in cui si assumono i probiotici.
Questo perché i probiotici, trattandosi di microrganismi vivi, tra cui batteri, potrebbero essere inattivati dall’azione dell’antibiotico stesso, compromettendone l’efficacia.
Per questo motivo, è consigliato distanziare l’assunzione dell’antibiotico e dei probiotici di alcune ore, in modo da ridurre al minimo il rischio che l’antibiotico neutralizzi i microrganismi benefici.
Anche se non esiste una regola universale valida per tutti, un buon approccio è quello di seguire le indicazioni riportate sulla confezione del prodotto probiotico, o di chiedere consiglio al proprio medico, o farmacista.
Quali sono i probiotici più indicati durante una terapia antibiotica?
Quando si parla di probiotici da assumere con l’antibiotico, è utile sapere che esistono diverse famiglie di microrganismi che possono contribuire a mantenere l’equilibrio della flora intestinale.
Tra queste troviamo i Lactobacilli e i Bifidobatteri, comunemente definiti “batteri buoni”. Il loro ruolo è quello di contribuire all’equilibrio della flora batterica e al benessere dell’intestino.
Un’altra famiglia di microrganismi particolarmente interessante è quella dei lieviti ad azione probiotica, come il Saccharomyces boulardii.
A differenza dei batteri, i lieviti non sono sensibili agli antibiotici, poiché appartengono a una categoria diversa di microrganismi. Per questo motivo, il Saccharomyces boulardii può rappresentare un’opzione da valutare durante la terapia antibiotica.
Immagina il Saccharomyces boulardii come un agente segreto in missione speciale. Mentre gli antibiotici spazzano via i batteri nemici, lui riesce a restare indisturbato, sostenendo l’equilibrio intestinale e mantenendo il suo incarico senza interferenze!
Per quanto tempo assumere i probiotici con l’antibiotico
Una delle domande più comuni riguarda la durata dell’assunzione dei probiotici durante una terapia antibiotica. In generale, è consigliabile assumere i probiotici per tutto il periodo in cui si prende l’antibiotico, che può variare in base alla condizione da trattare e alle indicazioni del medico.
Non esiste una durata standard, perché ogni terapia è diversa e deve essere personalizzata. È fondamentale seguire sempre le indicazioni del proprio medico quando si parla di terapia antibiotica.
È utile proseguire l’assunzione dei probiotici anche dopo la fine della terapia antibiotica, per fornire un supporto prolungato nel tempo al benessere intestinale e supportare il microbiota.
Questo è consigliato soprattutto se, durante o dopo la cura, si manifestano gonfiore addominale, irregolarità o diarrea.
Una revisione di studi e meta-analisi6, pubblicata sul BMJ Journal, ha esaminato l’efficacia dei probiotici nella prevenzione della diarrea associata all’uso di antibiotici.
Le conclusioni dello studio suggeriscono che i probiotici possono essere efficaci nel ridurre l’incidenza di questo effetto, contribuendo così alla gestione dei disturbi intestinali legati alla terapia antibiotica.
In molti casi può essere utile continuare ad assumere fermenti lattici — o meglio, probiotici — anche dopo la fine della terapia antibiotica.
Il motivo è semplice.
L’equilibrio della flora batterica intestinale può risultare alterato dall’azione degli antibiotici, che non distinguono tra batteri “buoni” e “cattivi”. Questo può tradursi in disturbi intestinali come gonfiore, meteorismo o irregolarità.
Assumere probiotici dopo l’antibiotico può contribuire a sostenere l’equilibrio del microbiota e il benessere intestinale nel periodo successivo alla terapia.
In questo caso, è possibile valutare una miscela contenente Bifidi e Lattobacilli, che trovi in ProbioGea Intestino Salugea.
Capsule acido-resistenti: un fattore chiave da considerare nella scelta di un probiotico
Prima di acquistare un probiotico da assumere durante una terapia antibiotica, è utile valutare alcune caratteristiche del prodotto.
Una delle più importanti riguarda le capsule acido-resistenti.
Questo speciale rivestimento permette ai microrganismi di superare l’ambiente acido dello stomaco e raggiungere l’intestino, dove possono esercitare la loro azione benefica.
Proprio per rispondere a questa esigenza, ProbioGea Intestino apporta probiotici in capsule acido-resistenti, scelte per proteggere i microrganismi durante il passaggio nello stomaco e favorirne l’arrivo nell’intestino.
Inoltre, il prodotto è confezionato in vetro scuro di grado farmaceutico, che contribuisce a proteggere il contenuto da luce e calore, per una conservazione ottimale fino all’ultima capsula.
Ma se mangio uno yogurt… è lo stesso?
È una delle domande più frequenti: “Ma se mangio uno yogurt al giorno, non è come prendere i probiotici?”
La risposta è: ni.
Lo yogurt, soprattutto quello con fermenti vivi, può certamente far parte di una dieta equilibrata e contribuire al benessere intestinale. Tuttavia, la quantità e il tipo di microrganismi presenti non sempre sono paragonabili a quelli contenuti in un integratore probiotico specifico.
Inoltre, molti dei fermenti presenti nello yogurt non sono in grado di superare l’ambiente acido dello stomaco e quindi non arrivano vivi all’intestino, dove dovrebbero agire.
Quindi sì, lo yogurt fa bene, ma non può sostituire un probiotico mirato, soprattutto in situazioni come una terapia antibiotica, in cui serve un supporto più mirato e concreto.
Eccoci arrivati alla fine di questo articolo dedicato al rapporto che esiste tra antibiotico e probiotici. Spero sia stato utile e ti abbia aiutato a sciogliere qualche dubbio. Ricorda che puoi sempre scriverci nei commenti. Siamo felici di leggerti.
ProbioGea Intestino è un integratore alimentare: leggere le avvertenze in etichetta.
I nostri testi hanno scopo divulgativo, non vanno intesi come indicazione di diagnosi e cura di stati patologici e non sostituiscono il parere del Medico.
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di uno stile di vita sano e attivo e di un’alimentazione varia ed equilibrata.







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