Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Probiotici per intestino irritabile (IBS): funzionano?

Probiotici per intestino irritabile e benessere del microbiota intestinale

Se soffri di intestino irritabile sai bene quanto possa essere fastidioso avere a che fare con gonfiore, irregolarità intestinale (quando poco e quando troppo!), tensione addominale e il dover fare sempre attenzione a ciò che si mangia. Forse hai sentito parlare dei probiotici e della loro azione sul benessere intestinale, ma in commercio ce ne sono davvero tantissimi e capire quali scegliere può sembrare complicato. E soprattutto… funzionano davvero?

Benvenuto, o benvenuta, nel nostro blog!

Sappiamo bene quanto la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) possa essere difficile da gestire e quanto possa influenzare il benessere quotidiano. In questo articolo scoprirai:

Continua a leggere per approfondire come agiscono i probiotici e quali aspetti valutare prima di scegliere un integratore per il benessere dell’intestino.

Legame tra microbiota e sindrome dell’intestino irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una condizione gastrointestinale ad andamento recidivante e remittente, che può causare diversi fastidi durante la giornata.

Chi ne soffre può avere spesso mal di pancia, gonfiore, crampi o cambiamenti del transito intestinale, o della consistenza delle feci. A volte si va troppo spesso in bagno, altre volte con difficoltà, oppure le due situazioni possono alternarsi.1

I disagi possono cambiare da persona a persona e in alcuni momenti essere più intensi, ad esempio nei periodi di stress,2 o dopo il consumo di alcuni alimenti. 3

I fattori che possono favorire la sindrome dell’intestino irritabile sono tanti e, tra questi, ci sono anche i batteri intestinali.4-5

Come i batteri? Quali e quando?  Lascia che ti spieghi meglio.

Il nostro intestino è un po’ come un enorme villaggio vacanze dove vivono miliardi di microrganismidiversi. Insieme formano il cosiddetto microbiota intestinale.

Non tutti tra loro sono “cattivi”. Molti di loro collaborano ogni giorno con il nostro organismo per sostenere il suo benessere.

Le famiglie di microrganismi presenti nell’intestino possono cambiare, un po’ come succede in un resort dove alcuni ospiti arrivano e altri vanno via. Alcuni batteri possono essere utili per il benessere intestinale, mentre altri, se presenti in quantità eccessive, possono mettere l’intestino un po’ “in subbuglio” e alterarne l’equilibrio. Come degli ospiti che creano confusione e rovinano l’atmosfera della vacanza.

Quando questo equilibrio cambia troppo si può creare una condizione di disbiosi, cioè di un’alterazione dell’equilibrio del microbiota intestinale. E questa condizione compare tra i fattori che sembrano poter influenzare anche la sindrome dell’intestino irritabile (IBS).4-5

Oltre al microbiota intestinale, anche il dialogo tra intestino e cervello sembra avere un ruolo nella sindrome dell’intestino irritabile.1

Sì, perché intestino e cervello “si parlano” continuamente attraverso una specie di collegamento diretto. Quando questa comunicazione si altera, l’intestino può diventare più sensibile e reagire in modo diverso.

probiotici per intestino

Se vuoi approfondire questo aspetto puoi leggere l’articolo: Emozioni e Intestino. 

Qual è l’azione dei probiotici sul microbiota? E quello degli psicobiotici?

A questo punto potresti chiederti: se il microbiota intestinale cambia, i probiotici possono contribuire a riequilibrarlo? La risposta è sì.

I probiotici sono microrganismi vivi, spesso chiamati anche “batteri buoni”, che possono sostenere l’equilibrio del microbiota intestinale. Li troviamo naturalmente in alcuni alimenti fermentati oppure in integratori alimentari mirati.

Possiamo immaginare i probiotici come nuovi “ospiti” che arrivano nel villaggio vacanze del nostro intestino per rimettere un po’ in ordine la situazione.

Un lavoro5 pubblicato sul Turkish Journal of Medical Sciences ha analizzato il rapporto tra microbiota intestinale e alcuni approcci terapeutici, tra cui anche l’apporto di probiotici, per la disbiosi nella sindrome dell’intestino irritabile.

I ricercatori hanno osservato che le modifiche alimentari, insieme all’integrazione con fibre e probiotici, possono contribuire in modo positivo alla composizione del microbiota intestinale e ai sintomi nell’IBS. Gli studiosi sottolineano però che sono ancora necessari ulteriori dati e che una miscela probiotica ottimale valida per tutti deve ancora essere individuata.

Una revisione4 pubblicata su Microorganisms si è concentrata sul ruolo del microbiota intestinale nella sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Secondo gli autori, le evidenze analizzate suggeriscono l’importanza chiave del microbiota nelle diverse forme di IBS, sia quando prevale la diarrea sia quando prevale la stitichezza (IBS-D e IBS-C).

Secondo i ricercatori, trattamenti che influiscono sull’equilibrio del microbiota, come antibiotici, probiotici, prebiotici, simbiotici, trapianto di microbiota fecale e persino la dieta, offrono delle prospettive promettenti. Tuttavia, gli autori sottolineano che l’eterogeneità degli studi disponibili rende ancora difficile formulare conclusioni definitive.

E gli psicobiotici?

Il rapporto tra intestino e cervello, un po’ come tutte le coppie, può avere alti e bassi. Ed è proprio qui che entrano in gioco gli psicobiotici.

Si tratta di una particolare categoria di probiotici che si differenzia per la capacità di sostenere la produzione di neurotrasmettitori. Grazie a questo potenziale, gli psicobiotici possono ricoprire un possibile ruolo in diversi ambiti, tra cui il supporto del tono dell’umore e della gestione dello stress.6

Inoltre, possono influenzare la comunicazione bidirezionale che esiste tra cervello e sistema gastroniestinale. 6

Una revisione di studi ha suggerito che in caso di sindrome dell’intestino irritabile (IBS), gli psicobiotici potrebbero contribuire a sostenere la qualità della vita, con una possibile azione positiva sul discomfort intestinale, che tende a intensificarsi durante i periodi di stress. 7

probiotici per l'umore ProbioGea Mente

Un fattore da non sottovalutare

Una cosa importante quando si vuole assumere probiotici e psicobiotici riguarda la loro “sopravvivenza” durante il viaggio nello stomaco.

Per arrivare vivi e vitali nell’intestino, infatti, questi microrganismi devono prima superare l’ambiente molto acido dello stomaco.

Per questo motivo, ProbioGea Intestino e ProbioGea Mente Salugea apportano probiotici in capsule acido-resistenti, pensate per preservare i microrganismi durante il passaggio nello stomaco e favorirne l’arrivo nell’intestino.

Inoltre, le formule 100% naturali associano anche fibre ad azione prebiotica, il “nutrimento” dei batteri intestinali.

Quali abitudini quotidiane possono supportare il benessere intestinale?

Quando si parla di intestino irritabile, i probiotici possono rappresentare solo una parte di un approccio più ampio. Anche le abitudini quotidiane, infatti, possono fare la differenza per il benessere dell’intestino.

Ad esempio, può essere utile mangiare con calma, seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, mantenere una buona idratazione, dormire a sufficienza e dedicare spazio ad attività che aiutino a gestire lo stress. In alcuni casi può essere utile anche limitare cibi molto grassi, bevande gassate o sostanze irritanti come il caffè, soprattutto se tendono ad accentuare i sintomi.

Infine, se i sintomi sono frequenti o particolarmente intensi, il consiglio è sempre quello di confrontarsi con il proprio medico o con un professionista della salute.

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo dedicato al rapporto tra probiotici e sidorme dell’intestino irritabile (IBS). Spero che la lettura sia stata utile e ti abbia fornito qualche spunto interessante. Se hai domande scrivici nei commenti, siamo felici di leggerti. 

ProbioGea Intestino e ProbioGea Mente  sono integratori alimentari: leggere le avvertenze in etichetta

Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia, equilibrata e di uno stile di vita sano.

I nostri testi hanno scopo divulgativo, non vanno intesi come indicazione di diagnosi e cura di stati patologici e non vogliono sostituirsi in alcun modo al parere del Medico

Ultimo aggiornamento il: 11/06/2026

Scritto da:

Dott.ssa Miriana Fabbri
Biologa

il

Revisionato da:

Dott. Stefano Censani
Biologo e Naturopata

il 11/06/2026

Estate e intestino: i rimedi per affrontare il caldo e cambi di routine Finalmente è arrivata. È tutto l’anno che l’aspetti e ora l’estate ha fatto il suo ingresso. Non c...
Antibiotico e probiotici: quando e come assumere i fermenti lattici Ti è mai capitato di dover prendere un antibiotico e sentirti consigliare anche l’assunzione di pr...
Acidità di stomaco dopo mangiato? 5 errori comuni da evitare La sensazione di acidità di stomaco dopo mangiato all’inizio compare sporadicamente, magari dopo u...

Lascia qui un Commento...
e ricevi un Regalo!

Commenta questo post o raccontandoci la tua esperienza...
Riceverai un Coupon Sconto via e-mail che potrai utilizzare nel negozio di prodotti naturali Salugea.com

Facciamo due chiacchere?

  • Avatar

    Patrizia

    |

    Nonostante siano a scopo pubblicitario trovo queste informazioni chiare ed informative grazie.

    Rispondi a Patrizia

    • Avatar

      Simona Cusenza

      |

      Grazie di cuore Patrizia per il suo commento, siamo felici di sapere che il contenuto le sia stato utile!

      Rispondi a Simona Cusenza

Lascia un commento

NOTE E BIBLIOGRAFIA

1 Ford AC, Sperber AD, Corsetti M, Camilleri M. Irritable bowel syndrome. Lancet. 2020 Nov 21;396(10263):1675-1688. doi: 10.1016/S0140-6736(20)31548-8. Epub 2020 Oct 10. PMID: 33049223.

2 Qin HY, Cheng CW, Tang XD, Bian ZX. Impact of psychological stress on irritable bowel syndrome. World J Gastroenterol. 2014 Oct 21;20(39):14126-31. doi: 10.3748/wjg.v20.i39.14126. PMID: 25339801; PMCID: PMC4202343.

3 Jayasinghe M, Karunanayake V, Mohtashim A, Caldera D, Mendis P, Prathiraja O, Rashidi F, Damianos JA. The Role of Diet in the Management of Irritable Bowel Syndrome: A Comprehensive Review. Cureus. 2024 Feb 15;16(2):e54244. doi: 10.7759/cureus.54244. PMID: 38496157; PMCID: PMC10944297.

4 Napolitano M, Fasulo E, Ungaro F, Massimino L, Sinagra E, Danese S, Mandarino FV. Gut Dysbiosis in Irritable Bowel Syndrome: A Narrative Review on Correlation with Disease Subtypes and Novel Therapeutic Implications. Microorganisms. 2023 Sep 22;11(10):2369. doi: 10.3390/microorganisms11102369. PMID: 37894027; PMCID: PMC10609453.

5 Dale HF, Lied GA. Gut microbiota and therapeutic approaches for dysbiosis in irritable bowel syndrome: recent developments and future perspectives. Turk J Med Sci. 2020 Nov 3;50(SI-2):1632-1641. doi: 10.3906/sag-2002-57. PMID: 32222124; PMCID: PMC7672353.

6 Sharma R, Gupta D, Mehrotra R, Mago P. Psychobiotics: The Next-Generation Probiotics for the Brain. Curr Microbiol. 2021 Feb;78(2):449-463. doi: 10.1007/s00284-020-02289-5. Epub 2021 Jan 4. PMID: 33394083.

7 Gwioździk W, Helisz P, Grajek M, Krupa-Kotara K. Psychobiotics as an Intervention in the Treatment of Irritable Bowel Syndrome: A Systematic Review. Applied Microbiology. 2023;3(2):465-475. doi: 10.3390/applmicrobiol3020032