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Omega3 e Covid-19: cosa hanno evidenziato le ricerche

studi scientifici covid19

Omega3 e Covid-19, davvero esiste un legame? In quest’articolo vedremo cosa è stato evidenziato da un recente studio clinico condotto in America ed eseguito su pazienti affetti da infezione da Covid-19.

I risultati preliminari condotti sul rapporto tra Omega3 e Covid-19

È passato più di un anno da quando l’intero pianeta è stato attaccato dal Sars-cov-2, il virus responsabile del Covid-19. Da allora, il personale sanitario di tutto il mondo e i ricercatori scientifici lottano e lavorano ogni giorno nel tentativo di fermare il dilagare dei contagi e tornare il prima possibile a una vita normale, fatta di abbracci, di sorrisi senza mascherina e soprattutto senza più paura.

Tante sono state le ricerche scientifiche condotte finora e i risultati raggiunti da alcuni studi clinici hanno evidenziato la possibile azione positiva sul sistema immunitario di alcuni supplementi alimentari come la vitamina D, a cui, secondo un recente studio americano condotto su 100 pazienti ricoverati in ospedale, vanno aggiunti anche gli Omega3.

Ma cosa dicono esattamente le ricerche sul legame tra Omega3 e Covid-19? Davvero gli Omega3 possono esercitare un’azione positiva contro il nuovo coronavirus o si tratta solo di una debole speranza? Cosa hanno scoperto i ricercatori americani sul legame tra Omega3 e coronavirus?

Il risultato a cui sono arrivati i ricercatori del Fatty Acid Research Institute (FARI) in uno studio pilota1 eseguito in collaborazione con il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles e di Orange County è stato che nei pazienti con alti livelli ematici di Omega3 il rischio di incorrere in eventi avversi a causa del Covid-19 è inferiore.

I campioni ematici dei pazienti sono stati raccolti nel momento dell’ammissione, conservati e in seguito analizzati. In seguito, i ricercatori hanno analizzato i campioni e hanno notato che nelle persone con bassi livelli di Omega3 nel sangue il rischio di morte era quattro volte superiore.

Tuttavia, come ha riferito il Dottor Arash Asher, autore dello studio, si tratta di risultati preliminari che necessitano di essere confermati e validati da ulteriori ricerche sul legame tra Omega3 e Covid-19.

L’azione antinfiammatoria degli Omega3

Ma in base a cosa, o a quale proprietà gli acidi grassi Omega3 riuscirebbero a proteggere le persone dagli eventi avversi legati all’infezione? Secondo quanto evidenziato fino ad ora dalle ricerche, i sintomi più gravi del Covid-19, così come gli eventi avversi, sono legati alla tempesta di citochine infiammatorie prodotta dall’organismo in risposta all’infezione. Di conseguenza, come affermato dallo studio stesso “un interessante approccio preventivo all’infezione da Covid-19 è quello di ridurre al minimo il rilascio di citochine infiammatorie”.

Ed è proprio a questo punto che entrano in gioco gli Omega3, in particolare gli EPA e DHA, che svolgono l’importante azione di modulare la risposta infiammatoria dell’organismo e il conseguente rilascio di citochine pro- infiammatorie.

Le citochine sono delle proteine prodotte dalle cellule immunitarie, monociti e linfociti T, in risposta a uno stimolo esterno e servono a mettere in comunicazione tra loro le varie cellule del sistema immunitario. In pratica, possiamo paragonare le citochine a dei messaggeri chimici altamente specializzati incaricati di trasmettere un segnale di pericolo ad alcune cellule bersaglio e il messaggio che trasportano è quello di allertare su una situazione di possibile pericolo e la conseguente necessità di entrare in azione per affrontare il patogeno.

Il recente studio pilota americano, però, non è l’unico a essere giunto a tali conclusioni. Anche un articolo di revisione scientifica2 dedicato ai potenziali benefici di un’integrazione di Omega3 nei pazienti affetti da Covid-19 ha affermato che l’azione antinfiammatoria esercitata dagli acidi grassi polinsaturi EPA e DHA potrebbe favorire un più celere recupero dei pazienti. Tuttavia, restano necessari ulteriori studi randomizzati e controllati.

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Ultimo aggiornamento il: 12/02/2021

Scritto da:

Dott. Stefano Censani
Biologo e Naturopata

il

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1 Arash Asher, Nathan L. Tintle, Michael Myers, Laura Lockshon, Heribert Bacareza, William S. Harris, Blood omega-3 fatty acids and death from COVID-19: A pilot study, Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids, Volume 166, 2021, 102250, ISSN 0952-3278, https://doi.org/10.1016/j.plefa.2021.102250.

2 Marcelo M. Rogero, Matheus de C. Leão, Tamires M. Santana, Mariana V. de M.B. Pimentel, Giovanna C.G. Carlini, Tayse F.F. da Silveira, Renata C. Gonçalves, Inar A. Castro, Potential benefits and risks of omega-3 fatty acids supplementation to patients with COVID-19, Free Radical Biology and Medicine, Volume 156, 2020, Pages 190-199, ISSN 0891-5849,https://doi.org/10.1016/j.freeradbiomed.2020.07.005.