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Autofagia e digiuno: cosa è importante sapere

autofagia e digiuno

Ti hanno parlato del rapporto tra autofagia e digiuno e vuoi sapere come funziona davvero? Sei esattamente nell’articolo giusto.

Ultimamente si sente spesso dire che il digiuno sia tra i fattori che “attiva l’autofagia”1, ma le spiegazioni sono spesso confuse, o eccessivamente tecniche per i non addetti ai lavori. 

In realtà, questo processo è molto più intuitivo di quanto sembri… e comprenderlo può aiutarti a fare scelte più consapevoli per il tuo benessere, partendo dalle tue cellule.

In questo articolo scoprirai:

Preparati, perché tra poco scoprirai cosa di importante c’è da sapere sul legame tra digiuno e processi di rinnovamento cellulare. Buona lettura.

Cos’è l’autofagia e perchè se ne parla

Chi non è attratto dall’idea di rimanere giovane nel tempo? O meglio, di invecchiare nel miglior modo possibile?

La ricerca della longevità accompagna l’essere umano da sempre e la ritroviamo perfino nelle favole, come quelle che raccontano di pozioni magiche o acque miracolose capaci di “restituire la giovinezza perduta”.

La realtà è che le nostre cellule questo segreto lo conoscono già.

Di certo non si può fare a meno di invecchiare, ma se ci sono le condizioni ideali è possibile farlo “come Natura comanda”.

Non servono incantesimi ma un processo naturale che ogni giorno lavora in silenzio per mantenere equilibrio ed energia. Si chiama autofagia2.

L’autofagia è il meccanismo con cui le cellule fanno manutenzione. Eliminano i componenti danneggiati, o senescenti, e riciclano ciò che può essere recuperato per mantenersi vitali e funzionali.

Un buon modo per immaginarla è il pit stop di una gara. L’auto entra ai box, si controllano le parti usurate e si sostituisce ciò che non rende più. In pochi istanti la vettura torna in pista pronta e più reattiva.

Le cellule fanno qualcosa di molto simile. Si fermano per un attimo, mettono ordine ed eliminano ciò che le rallenta.

Autofagia Salugea

Oggi se ne parla molto perché l’autofagia è considerata uno dei fattori della longevità cellulare. Spesso pensiamo all’invecchiamento come a qualcosa che riguarda solo la superficie e ci affidiamo alla cosmetica. In realtà tutto inizia dentro le cellule e dalla loro capacità di conservare equilibrio, pulizia ed efficienza.

E il digiuno è indicato tra i fattori che possono promuovere e sostenere l’autofagia1.

Perché il digiuno può attivare l’autofagia

Se l’autofagia è il pit stop della cellula, il digiuno è il segnale che la invita a fermarsi ai box.
Nelle gare automobilistiche, non so se hai presente, il pilota vede sventolare una bandiera che indica il momento per entrare ai box e fare manutenzione. Il digiuno svolge un ruolo simile.

Quando per alcune ore non arriva cibo, l’organismo interpreta questa pausa come un invito a ottimizzare le risorse. La cellula cambia modalità di lavoro e, invece di costruire nuove strutture, si concentra sul recupero di ciò che ha già. Tutto è volto all’ottimizzazione e al risparmio. Elimina ciò che è danneggiato o senescente e rimette ordine.

In tutto questo entra in gioco mTOR3_4, una speciale proteina che funziona come un interruttore della crescita. Quando è acceso la cellula produce e consuma. Quando il digiuno lo abbassa, la cellula capisce che è il momento di attivare i suoi processi di riciclo, ovvero, l’autofagia.

Dopo quante ore di digiuno si attiva l’autofagia

Quando si parla di autofagia e digiuno una delle prime domande che nasce è proprio questa: dopo quante ore di digiuno si attiva?

 La risposta non è identica per tutti perché l’autofagia non si accende all’improvviso. È un processo che aumenta gradualmente, man mano che l’organismo entra in una fase di “risparmio energetico”. 

In genere, una finestra di digiuno un po’ più lunga del solito permette alla cellula di ricevere il segnale per avviare i suoi normali processi di manutenzione. È ciò che accade nel digiuno intermittente, dove si alternano ore in cui si mangia e ore in cui la cellula ha il tempo di fermarsi e riorganizzare le risorse. 

Un esempio di digiuno intermittente è il metodo 16:8, che prevede sedici ore di digiuno seguite da una finestra di otto ore in cui consumare i pasti. 

Quando si parla di digiuno, o di digiuno intermittente, è sempre importante evitare il fai da te. Ogni persona ha esigenze nutrizionali diverse e ciò che funziona per qualcuno può non essere adatto per un altro. Per questo è consigliabile farsi guidare da un professionista della nutrizione, che possa valutare il percorso più indicato in base allo stile di vita e alle abitudini alimentari, ai propri reali bisogni e agli obiettivi individuali.

Autofagia: meglio digiuno o restrizione calorica

Quando si parla di autofagia cellulare capita spesso di sentir parlare sia di digiuno intermittente, sia di restrizione calorica. Si tratta di due approcci diversi ed entrambi possono contribuire a sostenere i processi di rinnovamento cellulare.

Il digiuno intermittente è una pausa dal cibo per un certo numero di ore. È un segnale chiaro che invita l’organismo a rallentare, risparmiare energia e attivare i suoi processi di recupero, come appunto l’autofagia.

La restrizione calorica invece non prevede una pausa ma una riduzione delle quantità. Si continua a mangiare con un apporto leggermente più basso del solito.

È però importante tener presente che non deve mai trasformarsi in pura privazione – causa nel tempo di carenze alimentari, o in regimi troppo limitanti che non rispettano i bisogni nutritivi della persona.

Digiuno intermittente e restrizione calorica sono due facce della stessa medaglia, diversi ma entrambi, se usati in modo consapevole e personalizzato, possono contribuire a promuovere l’autofagia.

Digiuno e non solo: attivi di interesse nei processi autofagici

Il digiuno è uno degli stimoli naturali per favorire l’autofagia ma non è l’unico. Anche la qualità dell’alimentazione può offrire un contributo prezioso, grazie ad alcune molecole vegetali che la ricerca scientifica studia da tempo per il loro ruolo nei processi di rinnovamento cellulare e il legame con particolari proteine coinvolte in questi processi, le sirtuine.

Tra le sostanze più interessanti, ad oggi emerse da queste ricerche, ci sono:

  • la Spermidina, presente nel germe di grano, nei legumi, nei funghi e in alcuni semi. È collegata ai normali processi di turnover cellulare e fa parte delle molecole più studiate in ambito longevity5.
  • I Polifenoli, come la Polidatina6, che è un precursore naturale del Resveratrolo, con ruolo nel sostenere la fisiologia cellulare e l’attivazione delle Sirtuine. 
  • La vitamina B3, che l’organismo utilizza come precursore nella produzione interna di NAD+ e NADH7. Il NADH è un cofattore fondamentale per il metabolismo energetico della cellula e per la sua relazione con le sirtuine.

Spermidina, Polidatina e NADH sono  presenti nella formula innovativa e 100% naturale di Autofagia Salugea

In Autofagia Salugea è presente anche la Griffonia, una fonte naturale di 5-HTP. Questa pianta è conosciuta per il suo contributo al normale tono dell’umore e per il supporto al rilassamento, qualità particolarmente utili nei periodi di maggiore stress. Può inoltre contribuire a gestire il senso di fame, da non sottovalutare dunque in caso di  regimi alimentari controllati.

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo dedicato al legame che esiste tra digiuno e autofagia cellulare. Spero che la sua lettura sia stata piacevole e interessante.

Continua a seguirci per non perdere altri articoli dedicati alla longevity e al benessere. Se hai domande o curiosità scrivici nei commenti, saremo felici di leggerti.

Autofagia Salugea

Salugea produce e commercializza integratori alimentari: leggere le avvertenze in etichetta.

Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia, equilibrata e di uno stile di vita sano.

I nostri testi hanno scopo divulgativo, non vanno intesi come indicazione di diagnosi e cura di stati patologici e non sostituiscono il parere del Medico.

Ultimo aggiornamento il: 27/01/2026

Scritto da:

Dott.ssa Simona Cusenza
Biologa Nutrizionista

il

Revisionato da:

Dott. Stefano Censani
Biologo e Naturopata

il 27/01/2026

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Facciamo due chiacchere?

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    Teresa Gigliotti

    |

    Letto e presto dimenticato. Capito il concetto di autofagia non colgo come applicare nella realtà quotidiana, con consigli pratici. Buone pratiche per migliorare stile di vita. Saluti

    Rispondi a Teresa Gigliotti

    • Avatar

      Simona Cusenza

      |

      Buongiorno Teresa,
      La ringraziamo per averci letti e per averci dato il suo prezioso feedback.
      Sul nostro blog c’è una sezione dedicata all’Autofagia, a cui può accedere tramite questo link: https://blog.salugea.com/autofagia.
      Oltre ad una presentazione generale dell’argomento trova la spiegazione di diverse strategie che risultano utili per sostenere questo importante meccanismo cellulare, nonché indicazioni in termini di alimentazione e stile di vita. Continui pure a leggerci, se le fa piacere, troverà tante informazioni utili.

      Le auguriamo una splendida giornata!

      Rispondi a Simona Cusenza

    • Avatar

      Anna guida

      |

      Salve volevo sapere se, essendo ipotiroidismo potrei assumere questo prodotto, x vorrei iniziare un percorso di digiuno intermittente, naturalmente mi farei seguire per avere un piano alimentare, ho fatto il bendaggio gastrico 5 anni fa ma risultato poco anzi mi crea problemi con il mangiare ,infatti ho prevedo di togliere, spero in una sua risposta grazie

      Rispondi a Anna guida

      • Avatar

        Simona Cusenza

        |

        Buongiorno Anna, grazie per averci scritto.

        Data la situazione descritta le consigliamo di valutare l’ipotesi del digiuno intermittente con il suo medico, o un Nutrizionista, che possa valutare la situazione da vicino.
        Non ci risultano problematiche in merito alla tiroide, gli ingredienti di Autofagia Salugea Longevity non interferiscono in tal senso, ma metta comunque al corrente il professionista a cui deciderà di affidarsi.

        Restiamo a disposizione e le auguriamo una buona giornata!

        Rispondi a Simona Cusenza

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    Maria Lucia Roberto

    |

    Salve sinceramente non avevo mai sentito parlarse di autofagia. Trovo molto interessante. Ci faro un pensierino. Grazie e buon lavoro. Uso tanti vostri integratori che sono eccezionali.

    Rispondi a Maria Lucia Roberto

    • Avatar

      Simona Cusenza

      |

      Grazie Maria Lucia, per averci letti e per le sue parole!

      Sul nostro blog può trovare tanti altri articoli sull’argomento e sa che per qualsiasi necessità siamo a disposizione.

      Le auguriamo una splendida giornata!

      Rispondi a Simona Cusenza

  • Avatar

    Svitlana

    |

    Sono la vostra cliente da un po di tempo e mi sono sempre trovata bene, adesso ho letto di questo nuovo prodotto Autofagia teoricamente promette bene ma sicuramente bisogna provare per capire…ho una domanda: possibile prendere due o tre integratori insieme o bisogna finire trattamento di tre mesi e iniziare un altro giusto?

    Rispondi a Svitlana

    • Avatar

      Simona Cusenza

      |

      Buongiorno Svitlana, grazie per la sua fiducia!

      Sì, le confermiamo che può assumere insieme 2-3 integratori nello stesso periodo, per agire su esigenze differenti contemporaneamente.
      Le consigliamo solo di far caso alle formulazioni e alla loro composizione, in quanto è possibile che ci siano elementi in comune, come ad esempio il Selenio o lo Zinco.

      Se dovesse trovare questa situazione può contattarci direttamente al numero verde 800 688 801, le forniremo risposte personalizzate al suo caso.

      Le auguriamo una splendida giornata!

      Rispondi a Simona Cusenza

  • Avatar

    Maura

    |

    Proverò sicuramente questo nuovo prodotto. Da tempo sono vostra affezionata cliente perché tutti gli integratori che ho acquistato nn mi hanno mai delusa. Utilissimo anche il contatto di Whatapp. Complimenti!
    Maura

    Rispondi a Maura

    • Avatar

      Simona Cusenza

      |

      Grazie di cuore Maura, per le sue parole e la fiducia nei nostri confronti!

      Sempre a sua disposizione, le auguriamo una splendida giornata!

      Rispondi a Simona Cusenza

  • Avatar

    Emy

    |

    Buongiorno. Complimenti per l’articolo, ben spiegato. Mi è stato consigliato di prendere un Vostro integratore per i miei capelli che si stanno diramano e cadendo (non ho più la tiroide da circa 20 anni) e penso che proverò anche questo integratore. Posso usarlo anche se già pratico il digiuno intermittente? Grazie infinite.

    Rispondi a Emy

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      Simona Cusenza

      |

      Buongiorno Emy,
      Grazie per averci letti e per il suo commento!

      Le confermiamo che può associare gli ingredienti di Autofagia Salugea Longevity al suo programma alimentare. Questa formulazione è ideale anche per chi segue digiuno intermittente o diete particolari, perché lavora in sinergia con i processi di autofagia, naturalmente attivi in queste condizioni.
      Trova tutti gli approfondimenti a questo link https://salugea.com/products/autofagia-longevity.

      In particolare, può assumere le due capsule nella finestra di digiuno, lasciando invece quelle di Kiomasal a metà mattina e a metà pomeriggio.

      Restiamo a sua disposizione e le auguriamo una splendida giornata!

      Rispondi a Simona Cusenza

    • Avatar

      Simona Cusenza

      |

      Grazie di cuore Pina, siamo felici di sapere che l’articolo le sia stato d’aiuto e che ha scelto di assumere Autofagia Salugea Longevity.

      Sempre a disposizione, le auguriamo una splendida giornata!

      Rispondi a Simona Cusenza

  • Avatar

    Monica Tommasini

    |

    Buona sera,
    Il vostro integratore “ Autofagia” in quale momento della giornata va assunto?
    Interrompe il digiuno intermittente oppure può essere assunto nella finestra di digiuno?
    Grazie

    Rispondi a Monica Tommasini

    • Avatar

      Simona Cusenza

      |

      Consigliamo di assumere Autofagia Salugea Longevity a stomaco vuoto, una cps a metà mattina e una cps a metà pomeriggio.

      Le confermiamo che può assumere le due capsule giornaliere nella finestra di digiuno, qualora dunque avesse questa abitudine.

      Restiamo a disposizione e le auguriamo una splendida giornata.

      Rispondi a Simona Cusenza

  • Avatar

    Maura

    |

    Buongiorno, sono da tempo vostra cliente e sono sempre stata soddisfatta sia per l’alta qualità dei prodotti, che per il supporto offerto dai consulenti e dal servizio clienti.
    Sicuramente proverò questo prodotto innovativo!

    Rispondi a Maura

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    Giancarla Martinelli

    |

    Sono incuriosita a provare il vostro prodotto essendo a digiuno intermittente Solo una domanda ,cosa comporta in più l’assunzione di queste capsule nel mio caso? Grazie

    Rispondi a Giancarla Martinelli

    • Avatar

      Simona Cusenza

      |

      Buongiorno Giancarla, grazie per il suo interesse!
      L’autofagia può attivarsi già con una dieta ben impostata, soprattutto quando si riducono gli eccessi calorici o con il digiuno intermittente. Il punto, però, non è solo “attivarla”, ma quanto e con che continuità questi meccanismi funzionano nel tempo. Fattori come stress, età e stile di vita errato tendono a renderli meno efficienti. Molecole come la spermidina, NADH e polidatina, presenti nella formula di Autofagia Salugea Longevity, possono aiutare a creare un contesto più favorevole per questi fisiologici fenomeni autofagici.
      Trova tutti gli approfondimenti a questo link https://salugea.com/products/autofagia-longevity.

      Restiamo a disposizione e le auguriamo una splendida giornata.

      Rispondi a Simona Cusenza

  • Avatar

    Rebeka Maksimovic '

    |

    Buongiorno sono molto entusiasta del vostro prodotto innovativo. Ho solo una domanda, sono affeta di sindrome di Hasimoto più di 15 anni. Nel corso della malattia mi hanno curato oltre con Levotiroxina anche con altri farmaci. Attualmente sto prendendo Tiroide secca 90mg. Vorrei sapere se posso prendere il vostro prodotto e se contiene glutine e lattosio.
    Purtroppo ho allergia a entrambi.
    Complimenti per i vostri impegni quotidiani per migliorare la salute di tutte le persone che hanno bisogno di supporti in forma di integratori.
    Cordiali saluti.
    Rebeka Maksimovic’

    Rispondi a Rebeka Maksimovic '

    • Avatar

      Simona Cusenza

      |

      Buongiorno Rebeka,
      Grazie di cuore per le sue parole!

      Gli ingredienti di Autofagia Salugea Longevity non interferiscono con il funzionamento della tiroide. Il prodotto contiene tuttavia glutine, per la presenza di germe di grano.
      Ad oggi non ci è stato possibile fare altrimenti, in quanto la Spermidina, attivo ottenuto proprio dal germe di grano, è un ingrediente novel food approvato, il cui processo di produzione non prevede passaggi di lavorazione ulteriori, oltre a quelli ammessi da EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. Pertanto non sono al momento eseguibili delle “modifiche” sull’apporto di glutine.

      Ciò non esclude che in futuro questo possa diventare possibile 🙂

      Ringraziandola nuovamente, le auguriamo una splendida giornata.

      Rispondi a Simona Cusenza

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NOTE E BIBLIOGRAFIA

1 Bednarczyk M, Dąbrowska-Szeja N, Łętowski D, Dzięgielewska-Gęsiak S, Waniczek D, Muc-Wierzgoń M. Relationship Between Dietary Nutrient Intake and Autophagy-Related Genes in Obese Humans: A Narrative Review. Nutrients. 2024 Nov 22;16(23):4003. doi:10.3390/nu16234003. PMID: 39683397; PMCID: PMC11643440.

2 Liu S, Yao S, Yang H, et al. Autophagy: Regulator of cell death. Cell Death & Disease. 2023;14:648. https://doi.org/10.1038/s41419-023-06154-8

3 Bednarczyk M, Dąbrowska-Szeja N, Łętowski D, Dzięgielewska-Gęsiak S, Waniczek D, Muc-Wierzgoń M. Relationship Between Dietary Nutrient Intake and Autophagy-Related Genes in Obese Humans: A Narrative Review. Nutrients. 2024 Nov 22;16(23):4003. doi:10.3390/nu16234003. PMID: 39683397; PMCID: PMC11643440.

4 Erlangga Z, Ghashang SK, Hamdan I, Melk A, Gutenbrunner C, Nugraha B. The effect of prolonged intermittent fasting on autophagy, inflammasome and senescence genes expressions: An exploratory study in healthy young males. Human Nutrition & Metabolism. 2023;32:200189. https://doi.org/10.1016/j.hnm.2023.200189

5 Hofer SJ, Daskalaki I, Bergmann M, et al. Spermidine is essential for fasting-mediated autophagy and longevity. Nature Cell Biology. 2024;26:1571–1584. https://doi.org/10.1038/s41556-024-01468-x

6 Dai H, Sinclair DA, Ellis JL, Steegborn C. Sirtuin activators and inhibitors: Promises, achievements, and challenges. Pharmacological Therapy. 2018 Aug;188:140-154. doi:10.1016/j.pharmthera.2018.03.004. PMID: 29577959; PMCID: PMC6342514.

7 Imai S, Guarente L. NAD+ and sirtuins in aging and disease. Trends in Cell Biology. 2014 Aug;24(8):464-71. doi:10.1016/j.tcb.2014.04.002. PMID: 24786309; PMCID: PMC4112140.