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Quali sono i rischi di colesterolo e trigliceridi alti?

Colesterolo e trigliceridi alti rischi e strategie per il benessere cardiovascolare

Forse è successo anche a te. Apri il referto delle analisi del sangue, scorri i risultati e noti un piccolo asterisco accanto ai valori di colesterolo o trigliceridi, perché più alti rispetto ai valori considerati nella norma. È normale chiedersi: quali sono i rischi?

La risposta è questa. Quando i valori del colesterolo e dei trigliceridi sono più alti di quelli considerati nella norma aumenta il rischio cardiovascolare1, ossia, la probabilità di sviluppare alterazioni e condizioni che interessano i vasi sanguigni e il cuore.

In questo articolo approfondiremo i seguenti argomenti:

Scopriamo insieme perché mantenere colesterolo e trigliceridi entro i valori raccomandati rappresenta un passo importante per il benessere cardiovascolare nel lungo periodo. Buona lettura!

Qual è la differenza tra colesterolo e trigliceridi?

La principale differenza tra colesterolo e trigliceridi riguarda la loro funzione nell’organismo.

I trigliceridi 2 rappresentano la principale riserva di energia. Quando introduciamo più calorie di quelle che consumiamo, l’organismo trasforma l’energia in eccesso in trigliceridi e la immagazzina nel tessuto adiposo. Possiamo immaginare il tessuto adiposo come una dispensa. Quando c’è un’eccedenza di energia, l’organismo la mette da parte per averla disponibile nei momenti di bisogno. Un po’ come si fa con le scorte degli alimenti.

Il colesterolo3, invece, svolge soprattutto una funzione strutturale e metabolica. È un componente delle membrane cellulari e partecipa alla sintesi di numerosi ormoni. Si tratta di una sostanza grassa che fa parte della famiglia degli steroli, indispensabile per il normale funzionamento dell’organismo e per la produzione degli ormoni steroidei.

Un’altra differenza riguarda la loro origine. I trigliceridi provengono soprattutto dall’alimentazione. La maggior parte dei grassi presenti nei cibi è infatti costituita da trigliceridi.2 Inoltre, le calorie assunte in eccesso, in particolare da zuccheri semplici e alcol, vengono trasformate dal fegato in trigliceridi.

Il colesterolo, invece, è prodotto prevalentemente dal fegato e solo in minima parte deriva dall’alimentazione.

Pur avendo funzioni e origini diverse, colesterolo e trigliceridi hanno un elemento in comune: quando i loro livelli nel sangue rimangono elevati nel tempo, contribuiscono ad aumentare il rischio cardiovascolare.¹

Differenza tra colesterolo e trigliceridi: tabella di confronto
Colesterolo Trigliceridi
Svolge una funzione strutturale e metabolica 3 Principale forma di riserva energetica.
Prodotto principalmente dal fegato. Derivano soprattutto dall’alimentazione e dall’eccesso di calorie.
Costituente delle membrane cellulari e precursore degli ormoni steroidei. Vengono immagazzinati nel tessuto adiposo.
Se elevato favorisce la formazione delle placche aterosclerotiche. Se elevati aumentano il rischio cardiovascolare e, a valori molto alti, il rischio di pancreatite.1-2

Quali sono i rischi del colesterolo alto?

Il colesterolo alto è considerato un importante fattore di rischio cardiovascolare perché favorisce la formazione delle placche aterosclerotiche. Nel tempo, queste possono restringere le arterie, ridurne l’elasticità e ostacolare il normale flusso del sangue.

I principali rischi legati al colesterolo alto, o ipercolesterolemia, comprendono:

  • la formazione di placche aterosclerotiche (o placche ateromasiche) all’interno delle arterie;
  • il restringimento dei vasi sanguigni (stenosi), che rende più difficile il passaggio del sangue;
  • la riduzione dell’elasticità delle arterie, che può contribuire all’aumento della pressione arteriosa 4 e del rischio cardiovascolare.

Tra questi, il rischio più noto è la formazione della placca aterosclerotica, un processo legato soprattutto all’eccesso di colesterolo LDL, noto come “colesterolo cattivo”.

Quando i livelli di colesterolo LDL sono elevati, una parte di queste lipoproteine può ossidarsi e depositarsi nella parete delle arterie. Nel tempo, questi depositi si accumulano insieme ad altre sostanze presenti nel sangue, formando la placca aterosclerotica.

Con la crescita della placca, il lume del vaso tende a restringersi e il sangue incontra una maggiore resistenza nel suo passaggio.

Possiamo immaginare un tubo dell’acqua. Se il diametro si riduce, l’acqua fa più fatica a passare. Allo stesso modo, quando le arterie diventano più strette e meno elastiche, il sangue scorre con maggiore difficoltà e aumenta il lavoro richiesto al sistema cardiovascolare.

Quali sono i rischi dei trigliceridi alti?

I trigliceridi alti sono associati a un aumento del rischio cardiovascolare e, quando raggiungono valori molto elevati, possono favorire lo sviluppo di pancreatite.2-5

Inoltre, rappresentano uno dei parametri utilizzati per la diagnosi della sindrome metabolica.

I principali rischi legati ai trigliceridi alti, o ipertrigliceridemia, quindi comprendono:

  • un aumento del rischio di pancreatite acuta, quando i valori sono molto elevati;
  • un maggiore rischio cardiovascolare, in particolare se associati ad altri fattori di rischio;
  • la presenza di sindrome metabolica, una condizione caratterizzata dall’associazione di più alterazioni metaboliche, tra cui trigliceridi elevati, glicemia alta, pressione arteriosa elevata e aumento della circonferenza addominale.

Quali sono le cause del colesterolo e dei trigliceridi alti?

Le cause del colesterolo e dei trigliceridi alti possono essere diverse e spesso coesistono. Tra le principali troviamo:

  • un’alimentazione ricca di zuccheri, carboidrati raffinati, grassi saturi e grassi trans;
  • il consumo eccessivo di alcol;
  • la sedentarietà;
  • il sovrappeso e l’obesità;
  • la predisposizione genetica. 6-7

In alcune persone, infatti, i valori elevati di colesterolo o trigliceridi dipendono soprattutto da fattori ereditari.

Cosa fare per abbassare colesterolo e trigliceridi alti

Se gli esami del sangue evidenziano valori elevati di colesterolo e trigliceridi, il primo passo è confrontarsi con il proprio medico, che potrà individuarne le possibili cause e indicare il percorso più adatto in base alla situazione clinica e ai fattori di rischio individuali.

Anche alcune abitudini quotidiane possono contribuire a sostenere il benessere cardiovascolare e il normale metabolismo dei lipidi. Ecco alcuni consigli:

  • seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, limitando il consumo di zuccheri, carboidrati raffinati, grassi saturi e grassi trans;
  • prediligere il consumo di cereali integrali e semi-integrali e di alimenti fonte di acidi grassi polinsaturi Omega3;
  • mantenere una corretta idratazione;
  • praticare regolarmente attività fisica: 150 minuti alla settimana di esercizio aerobico ad alta o moderata intensità, associando esercizi di rafforzamento muscolare almeno due volte a settimana;8
  • evitare il fumo e limitare il consumo di alcol;
  • mantenere un peso corporeo nella norma;
  • eseguire regolarmente esami del sangue di controllo.

Queste abitudini rappresentano la base per favorire il normale metabolismo di colesterolo e trigliceridi e contribuire al benessere cardiovascolare nel tempo.

Integratori per colesterolo e trigliceridi: il ruolo degli estratti vegetali

Accanto a uno stile di vita sano e alle indicazioni del medico, gli integratori alimentari possono rappresentare un supporto quando formulati con ingredienti selezionati per sostenere il metabolismo dei lipidi e la funzionalità epatica.

La sinergia presente in Liposan Forte Nuova Formula associa ingredienti di origine naturale con azioni complementari:

  • Riso rosso fermentato: per la sua azione positiva sul colesterolo;9
  • Cardo mariano, che sostiene la funzionalità epatica e ha un’azione antiossidante;
  • Aglio, sottoposto ad una stagionatura naturale che ne garantisce l’assenza di odore o sapore fastidiosi: sostiene il normale metabolismo dei trigliceridi e del colesterolo e la regolarità della pressione arteriosa;
  • Crespino: agisce sulla funzionalità del sistema cardiovascolare;
  • Rosmarino, che sostiene la funzione digestiva ed epatica e contribuisce alla protezione dallo stress ossidativo.

La formula riunisce, dunque, estratti vegetali scelti per agire in sinergia sul metabolismo dei lipidi e sul benessere del fegato, un organo che svolge un ruolo centrale nella produzione e nella gestione del colesterolo e dei lipidi in generale.

Liposan Forte

In breve

Eccoci arrivati alla fine di questo approfondimento dedicato ai rischi del colesterolo e dei trigliceridi alti. Per riassumere, valori di colesterolo e trigliceridi alti rappresentano un indicatore importante del rischio vascolare, che merita di essere tenuto sotto controllo. Parlane con il medico e ricorda che alimentazione equilibrata, attività fisica, uno stile di vita sano e, quando necessario, il supporto di ingredienti naturali selezionati possono contribuire a sostenere il normale metabolismo dei lipidi.

Ti aspetto al prossimo articolo di benessere e se hai domande scrivici pure nei commenti. Siamo felici di leggerti.

Liposan Forte Nuova Formula Salugea è un integratore alimentare: leggere le avvertenze in etichetta

I nostri testi hanno scopo divulgativo, non vanno intesi come indicazione di diagnosi e cura di stati patologici e non sostituiscono il parere del Medico.

Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di uno stile di vita sano e attivo e di un’alimentazione varia ed equilibrata.

Ultimo aggiornamento il: 11/08/2026

Scritto da:

Dott.ssa Miriana Fabbri
Biologa

il

Revisionato da:

Dott. Stefano Censani
Biologo e Naturopata

il 11/08/2026

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Facciamo due chiacchere?

  • Avatar

    Loredana

    |

    Salve io ho solo il colesterolo LDL 250 ma HDL 108 e trigliceridi 75.
    È il caso di assumere l’integratore?

    Rispondi a Loredana

    • Avatar

      Dott.ssa Miriana Fabbri

      |

      Ciao Loredana,

      puoi benissimo utilizzare la formula di Liposan Forte Nuova Formula per 3 mesi e poi controllare le analisi 🙂
      Suggeriamo l’assunzione di 2 capsule a cena.

      Siamo sempre a disposizione,
      un caro saluto.

      Rispondi a Dott.ssa Miriana Fabbri

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NOTE E BIBLIOGRAFIA

1 Wadström BN, Pedersen KM, Wulff AB, Nordestgaard BG. Elevated remnant cholesterol, plasma triglycerides, and cardiovascular and non-cardiovascular mortality. Eur Heart J. 2023;44(16):1432-1445. doi: 10.1093/eurheartj/ehac822. PMID: 36631967.

2 Cleveland Clinic. Triglycerides. https://my.clevelandclinic.org/health/articles/11117-triglycerides

3 Cleveland Clinic. What Is Cholesterol? https://my.clevelandclinic.org/health/articles/23922-what-is-cholesterol

4 Healthline. What’s the Connection Between High Blood Cholesterol and Hypertension? https://www.healthline.com/health/high-cholesterol/whats-the-connection-between-high-blood-cholesterol-and-hypertension

5 Feingold KR. Pancreatitis Secondary to Hypertriglyceridemia. In: Endotext [Internet]. MDText.com, Inc. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK279082/

6 Tarugi P, Bertolini S, Calandra S, et al. Consensus document on diagnosis and management of familial hypercholesterolemia from the Italian Society for the Study of Atherosclerosis (SISA). Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2024.

7 Alves M, Laranjeira F, Correia-da-Silva G. Understanding Hypertriglyceridemia: Integrating Genetic Insights. Genes (Basel). 2024;15(2):190. doi: 10.3390/genes15020190. PMID: 38397180; PMCID: PMC10887881.

8 Feingold KR. Guidelines for the Management of Dyslipidemia. In: Endotext [Internet]. MDText.com, Inc. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK305897/

9 Cicero AFG, Fogacci F, Banach M. Red Yeast Rice for Hypercholesterolemia. Methodist DeBakey Cardiovasc J. 2019;15(3):192-199. doi: 10.14797/mdcj-15-3-192. PMID: 31687098; PMCID: PMC6822657.