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Caffè e vitamina D

caffe e vitamina D

La carenza di vitamina D può essere associata all’assunzione di elevate quantità di caffeina giornaliera

La carenza di vitamina D nel sangue è una vera e propria sfida per medici e ricercatori di tutto il mondo.

Secondo un’analisi sistematica pubblicata sul British Journal of Nutrition, riportata anche da Federsalus, oltre un terzo della popolazione mondiale presenta una carenza di questa vitamina1.

Questa carenza oltre ad essere legata all’età, all’esposizione al sole, all’area geografica, al colore della pelle, potrebbe anche essere legata all’assunzione di sostanze che ne inibiscono l’assorbimento.

Una sostanza su cui si sono accesi i riflettori è la tanto amata, specialmente dagli italiani, caffeina.

Proprio così: il caffè sembra essere correlato, in modo negativo, con la vitamina D. E a dirlo sono proprio i “cervelloni” della scienza.

Uno studio recente2 pubblicato sull’ International Journal for Vitamin and Nutrition Research ha analizzato la relazione fra il consumo di caffeina e la carenza di vitamina D.

Da questi dati è emerso che, nelle persone con età compresa fra i 30 e i 47 anni, la carenza di vitamina D può essere associata all’assunzione di elevate quantità di caffeina giornaliera.

Cosa c’entra la caffeina con la vitamina D?

Le prime ipotesi suggeriscono che la caffeina “addormenterebbe” i recettori della vitamina D.

I recettori (in generale) sono delle strutture poste sulle cellule che captano le sostanze e le fanno entrare all’interno.

Puoi immaginare i recettori come delle serrature e le sostanze come le chiavi. Ogni serratura risponde solo ad una chiave.

E se la serratura non è ben esposta la chiave non la trova. Ecco quindi sembrerebbe che la caffeina nasconda le “serrature” alla vitamina D.

E quindi? Se la vitamina D non trova l’accesso (il recettore), non può svolgere le sue funzioni.

Un altro studio svolto in Corea3 ha voluto scoprire se la quantità di caffeina assunta durante il giorno incidesse sul risultato finale.

I risultati hanno dimostrato che indipendentemente dalla frequenza di consumo, tutti gli individui che bevevano caffè sembravano essere carenti di vitamina D, a differenza di quelli che invece non lo assumevano mai.

Naturalmente sono necessari ulteriori studi per poter capire i meccanismi con cui il caffè potrebbe interferire con l’assorbimento della vitamina D.

Ogni giorno si scopre qualcosa di nuovo… ma quindi il caffè fa male?

I pareri sono ancora molto discordanti. L’effetto della caffeina sul corpo umano varia molto da persona a persona sia per questioni di metabolismo di questa sostanza sia se si tratta di una persona sana o con patologie.

Infatti oltre alla caffeina ci sono tante altre molecole benefiche per l’organismo nel caffè.

Quando fare attenzione?

Chiaramente ci sono delle condizioni in cui è necessario ridurre o evitare di assumere caffè.

In primis è se sei già carente di Vitamina D e in questo caso ti consigliamo di passare già all’azione con integratori specifici. (link). Altre situazioni in cui bisogna fare attenzione sono:

  • In gravidanza: è consigliato astenersi dal consumo di caffè poiché la caffeina attraversa la barriera placentare ed arriva al feto che non ha un’efficiente capacità di metabolizzarla.
  • Quando si assumono farmaci come broncodilatatori, antidepressivi e antipertensivi andrebbe evitato poiché la caffeina potrebbe rimanere in circolo per tempi superiori al normale e interferire con il metabolismo del farmaco.
  • Quando si hanno difficoltà e fastidi a livello gastro-intestinale, come gastrite o intestino sensibile sarebbe meglio evitare.

Non riesco a stare senza!

Se il suo odore e il suo sapore ti piacciono troppo per rinunciarci non preoccuparti puoi berlo ma se puoi evita di assumerlo di primissima mattina.

Quando ti svegli infatti i livelli di cortisolo hanno un picco e ti basterà questo ormone ed esporti alla luce naturale per farti svegliare.

Puoi approfittare di un break a metà mattina per gustare il tuo amato caffè, ad esempio fra le 9.30 e le 12. In questa fascia oraria il cortisolo si abbassa e la caffeina svolgerà l’effetto desiderato.

Amante del caffè o no, controlla i tuoi livelli di vitamina D!

Per quanto riguarda la caffeina e i suoi effetti sull’organismo c’è ancora tanto da chiarire.

Per quanto riguarda la vitamina D invece è ormai assodato che è importantissimo che i suoi livelli siano nella norma.

Come mai è così importante questa vitamina?

La vitamina D, in particolare la D3, è una molecola fondamentale per l’organismo umano e la sua forma attiva (calcitriolo) si lega ad un recettore specifico sulla superficie del nucleo delle cellule per poter esprimere la sua funzione. Ti ricordi il gioco delle chiavi di prima?

La cosa interessante è che questi recettori non sono solo a livello delle cellule dell’apparato scheletrico ma anche nel sistema immunitario e in organi come stomaco e reni ad esempio.

Per questo motivo l’attività della vitamina D non è legata solo al metabolismo delle ossa ma anche ad altri aspetti della salute.

La sua principale attività è ormai nota a tutti.

La vitamina D prodotta a livello della pelle o introdotta con l’alimentazione, viene trasformata nella sua forma attiva a livello del fegato e una volta attivata stimola l’assorbimento di calcio e fosforo nell’intestino. Questi sono minerali fondamentali per la crescita e la mineralizzazione delle ossa.

Il fabbisogno di vitamina D aumenta con l’età ed è molto importante specialmente per gli anziani e le donne in menopausa integrarla per proteggere le ossa dalla demineralizzazione e dalla conseguente possibilità di fratture.

Un adeguato apporto di vitamina D è fondamentale anche per i bambini e per le donne incinta.

Queste sono fasi molto delicate della crescita ed è molto importante che la formazione e la crescita delle ossa avvenga in maniera corretta per evitare problemi come rachitismo o cranio molle.

Studi recenti stanno indagando anche altre possibili conseguenze della carenza di questa vitamina.

La maggior parte delle prove, raccolte fino ad oggi, suggerisce che il mantenimento di uno stato sano di vitamina D è utile per modulare la funzione immunitaria del corpo.

Inoltre alcuni studi hanno suggerito una relazione fra la carenza di vitamina D e il rischio di sviluppare problemi cardiovascolari.

Quindi… non esagerare con i caffè durante il giorno e ricordati di integrare la tua alimentazione con la vitamina D per sostenere le tue ossa e il benessere del tuo organismo!

Integratore Vitamina D

 

Ultimo aggiornamento il: 18/11/2021

Scritto da:

Dott. Stefano Censani
Biologo e Naturopata

il

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NOTE E BIBLIOGRAFIA

1 Federsalus: Oltre un terzo della popolazione mondiale ha carenza di Vitamina D

2 Chen Q, Kord-Varkaneh H, Santos HO, Genario R, Dang M. Higher intakes of dietary caffeine are associated with 25-hydroxyvitamin D deficiency. Int J Vitam Nutr Res. 2021 Sep 20. doi: 10.1024/0300-9831/a000727. Epub ahead of print. PMID: 34538097.

3 Lim HS, Lee HH, Byun DW, Lee B, Enkhbold T, Kim TH. Serum Vitamin D Level Related to Coffee Consumption in Korean Young Adults Using the 5th Korea National Health and Nutrition Examination Survey. J Bone Metab. 2017 Nov;24(4):229-233. doi: 10.11005/jbm.2017.24.4.229. Epub 2017 Nov 30. PMID: 29259962; PMCID: PMC5734948.

Chang SW, Lee HC. Vitamin D and health – The missing vitamin in humans. Pediatr Neonatol. 2019 Jun;60(3):237-244. doi: 10.1016/j.pedneo.2019.04.007. Epub 2019 Apr 17. PMID: 31101452.

Focus.it – La caffeina fa male? Il verdetto della scienza

Gökcen BB, Şanlier N. Coffee consumption and disease correlations. Crit Rev Food Sci Nutr. 2019;59(2):336-348. doi: 10.1080/10408398.2017.1369391. Epub 2017 Sep 29. PMID: 28853910.

Rapuri PB, Gallagher JC, Nawaz Z. Caffeine decreases vitamin D receptor protein expression and 1,25(OH)2D3 stimulated alkaline phosphatase activity in human osteoblast cells. J Steroid Biochem Mol Biol. 2007 Mar;103(3-5):368-71. doi: 10.1016/j.jsbmb.2006.12.037. Epub 2007 Jan 12. PMID: 17223552.

https://www.msdmanuals.com/it/casa/disturbi-alimentari/vitamine/carenza-di-vitamina-d

Fondazione AIRC: La vitamina D è una molecola chiave per la salute