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Un nuovo approccio ai disturbi della Menopausa

La vita della donna è fortemente contrassegnata dalla fase di attivazione della sua vita fertile con il menarca (prima mestruazione) e poi dalla cessazione di essa, con l’ingresso in menopausa. Si tratta di fasi assolutamente fisiologiche che però di frequente sono vissute con un approccio emotivo poco gradevole, in quanto sono contraddistinte da intense fluttuazioni ormonali che possono far vivere periodi di forti scompensi nervosi e fisici.

In particolare la menopausa rappresenta un periodo critico in quanto può essere vissuto come il momento della chiusura della propria fase di vita “attiva” e può essere segnato da importanti eventi sociali: i figli che si allontanano dal nucleo familiare, la cessazione dell’attività lavorativa, la mancata accettazione del proprio processo d’invecchiamento o il senso di vuoto derivante dalla percezione di “perdita del valore di essere fertile”. Tali situazioni possono essere facilmente tradotte in stati emotivi di tristezza, astenia, distacco e senso di inutilità.

A questi aspetti oggettivi si possono sommare i fastidi derivanti dagli scompensi psico-fisici provocati dagli sbalzi ormonali dati dal progressivo indebolimento dei cicli ovarici che conducono a subire i classici e disturbanti effetti vasomotori e neurovegetativi della menopausa: vampate di calore, sudorazione improvvisa e palpitazioni, ansia, irritabilità, insonnia, astenia.

Frequenti le fluttuazioni del tono dell’umore: nervosismo, irritabilità, senso di stanchezza persistente e depressione; si possono avere disturbi del tratto urogenitale quali bruciori, prurito, secchezza vulvo-vaginale, vaginiti ricorrenti, dolore durante i rapporti sessuali, incontinenza urinaria.

Vediamo anche modifiche a carico dell’epidermide e del derma, con assottigliamento e riduzione della componente elastica che nel tempo si manifesta con secchezza della pelle e comparsa di rughe; tutti questi disturbi sono la risultante di processi degenerativi che interessano gli organi genitali e i tessuti connettivi di sostegno e sono dovuti all’alterazione dei livelli ormonali consueti. Infine possono insorgere ritenzione idrica, aumento di peso e riduzione del desiderio sessuale.

Questo quadro così pesante può essere alleviato da un trattamento con elementi naturali che sono in grado di sostenere e migliorare tutta la sintomatologia descritta in quanto apportano dei componenti vegetali che integrano il deficit di ormoni che la provoca.
Si tratta dei fito-estrogeni e dei fito-progestinici contenuti naturalmente in alcuni estratti vegetali; mentre l’uso dei fitoestrogeni è molto conosciuto e diffuso grazie all’uso ormai noto dei derivati della soja, quello dei fitoprogestinici lo è meno.

Ma perché è importante assicurare una integrazione di entrambe le tipologie molecolari? Nella donna fertile in salute il ciclo sessuale è una alternanza regolare fra fase estrogenica, in cui l’ovulo matura e poi viene rilasciato e quella progestinica in cui l’organismo femminile si mette nelle migliori condizioni per accogliere il potenziale embrione. Pertanto se si fornisce alla donna in menopausa solo il supporto estrogenico si mantiene l’organismo in uno stato di “dominanza estrogenica” anomala che, seppur può far migliorare alcune sintomatologie, nel lungo termine non assicura una completa compensazione dello squilibrio ormonale presente. Solo fornendo le due classi ormonali insieme si può effettivamente avere una integrazione completa, esente da effetti avversi ed efficace verso tutti gli stati di scompenso menopausale, in quanto alcuni di essi sono ad esempio resistenti al trattamento con soli fitoestrogeni proprio perché in quel caso specifico è l’apporto progestinico che dovrebbe essere sostenuto.

Ecco perché PAUSANORM FORTE Salugea, un integratore di nuova generazione, assicura il supporto di entrambe le tipologie fito-ormonali (fitoestrogeni + fitoprogestinici), per un reale e completo riequilibrio della fisiologia della donna nel periodo della menopausa, perché solo questa combinazione permette la risoluzione più ampia possibile della sua sintomatologia così fastidiosa, ricostituendo la normale presenza delle 2 classi di ormoni.

PAUSANORM FORTE Salugea apporta il livello massimo di fito-estrogeni (Isoflavoni) consentito dal Ministero della Salute per gli integratori alimentari (80 mg) insieme a un fito-progestinico (Diosgenina) per un trattamento efficace, profondo e risolutivo.


Approfondimento: gli elementi naturali per il riequilibrio ormonale nella donna in menopausa

Kudzu (Pueraria lobata)

Pianta conosciuta fin dalla antica medicina cinese (Ge Gen) per le sue proprietà; la sua radice ha un alto apporto di Isoflavoni ad azione estrogeno simile; in particolare è ricca di Genisteina e Daidzeina e di derivati glucosidici come la Daidzina, la Genistina e la Puerarina. Oltre a migliorare la sintomatologia della menopausa essi agiscono anche da agonisti sui recettori estrogenici del tessuto osseo, contribuendo alla remineralizzazione ossea (osteoporosi) e alla ricostituzione dei tessuti impedendone il riassorbimento. Gli isoflavoni contribuiscono al miglioramento della microcircolo e del flusso arterioso; in particolare queste molecole provocano dilatazione dei vasi cerebrali e coronarici (riduzione rischio infarto), diminuiscono la resistenza vascolare (ipertensione), incrementano la fornitura di ossigeno al sangue e contribuiscono a diminuire la produzione di acido lattico nel muscolo cardiaco. In particolare la Puerarina mostra effetti protettivi sui disturbi della microcircolazione indotti dall´adrenalina (vampate), riduce la pressione sanguigna, regola il ritmo cardiaco (palpitazioni). Inoltre gli isoflavoni disattivano i radicali liberi che possono degradare il colesterolo-LDL ed altre molecole coinvolte nello sviluppo di malattie cardiache. Essi sono perciò importanti nella donna in menopausa che tende a vedere alterato il proprio profilo lipidico ematico (iperlipidemia) con i conseguenti rischi.

Trifoglio rosso (Trifolium pratense)

Il Trifoglio rosso è una ricca fonte di Isoflavoni; come abbiamo visto essi appartengono ad un gruppo di componenti vegetali chiamati fito-estrogeni, che significa estrogeni vegetali. Proprio perché la struttura chimica degli isoflavoni è simile a quella degli estrogeni dell’organismo femminile, gli isoflavoni possono imitare alcuni dei benefici effetti di questi ultimi, producendo notevoli benefìci come la riduzione dei sintomi della menopausa, il mantenimento della salute delle ossa e dei livelli di colesterolo nel sangue. La scelta di utilizzare il Trifoglio in vece della Soja è basata sul fatto di escludere a priori qualsiasi dubbio di consumare componenti OGM; inoltre mentre la soja apporta solo due isoflavoni (Genisteina e Daidzeina), il Trifoglio rosso ne apporta ben quattro isoflavoni (Genisteina, Daidzeina, Biochanina A e Formononetina). In particolare, da studi scientifici risulta che la Biochanina A ha effetti protettivi sui vasi sanguigni e sul sistema cardiovascolare; la Formononetina favorisce la proliferazione degli osteoblasti (cellule che producono nuovo tessuto osseo). Un’altra differenza significativa riguarda la bio-disponibilità degli isoflavoni. Gli isoflavoni del Trifoglio rosso, infatti, sono presenti in forma “attiva”; questo fa sì che gli isoflavoni del Trifoglio entrino in circolo più rapidamente dall’assunzione. Gli isoflavoni della soja, invece, sono presenti sotto forma “inattiva” e necessitano di una scissione preliminare a livello intestinale; questo ne ritarda l’entrata in circolo ma soprattutto fa si che buona parte dell’apporto giornaliero possa non essere assimilato e quindi non messo in condizione di agire funzionalmente.

Dioscorea (Dioscorea villosa)

Dalle radici di questa pianta originaria dell’America centrale (Wild Yam) viene estratto un fitocomplesso ricco di Saponine (Diosgenina e Dioscina), di tannini e fitosteroli. In particolare la Diosgenina è un precursore vegetale del progesterone. Alcuni studi hanno dimostrato che il progesterone naturale derivato dalla Dioscorea villosa è strutturalmente simile all’ormone umano e contemporaneamente differente chimicamente dai progestinici di sintesi. Questo aspetto lo rende quindi estremamente efficace senza provocare gli effetti secondari attribuiti ai progestinici di sintesi. L’integrazione di Dioscorea titolata in diosgenina ha dimostrato di normalizzare il rapporto estrogeni-progesterone proprio grazie alla capacità di essere trasformata in progesterone. La diosgenina, essendo un precursore biologico del progesterone umano, fornisce all’organismo femminile fitormoni progestinici che bilanciano l’equilibrio ormonale, normalizzandolo e rendendolo simile a quello fisiologico. Ciò contribuisce a ridurre le vampate di calore e gli altri disturbi tipici della menopausa; migliora inoltre il trofismo dei tessuti, sia della pelle sia delle mucose, rallentandone il processo di invecchiamento e riduce la secchezza della mucosa vaginale che spesso si accompagna alla menopausa, il che può comportare problemi per la vita sessuale oltre a costituire un maggiore rischio di infezioni dell’apparato uro-genitale, come vaginiti e cistiti recidivanti. La diosgenina potenzia anche il trofismo dello scheletro e ne rallenta il processo degenerativo che favorisce la perdita di tessuto osseo, che col tempo può causare l’osteoporosi. L’uso di Dioscorea può essere di beneficio anche per le cisti ovariche e per l’endometriosi.

Angelica sinensis

Conosciuta come Dong Quai è un’erba che è uno dei più noti rimedi fitoterapici della medicina popolare cinese. La parte utilizzata a scopi terapeutici è la radice che viene consigliata per il trattamento dei disturbi di natura ginecologica (dismenorrea, amenorrea, sindrome premestruale, ciclo mestruale irregolare, disturbi della menopausa) e nella terapia della stanchezza cronica, dell’anemia e dell’ipertensione arteriosa. I principi attivi presenti nella pianta sono cumarine, oli essenziali, ferulati e flavonoidi. Gli effetti a livello ginecologico sono dovuti alla presenza dei fitoestrogeni. L’Angelica cinese contiene fitoestrogeni che possono essere utili in caso di livelli di estrogeni elevati o ridotti. Essi hanno un effetto di bilanciamento e riequilibrio sullo stato ormonale: quando i livelli di estrogeni sono bassi, i fitoestrogeni svolgono un’azione di stimolo; quando i livelli di estrogeni sono alti, essi riducono l’attività estrogenica complessiva. E’ questo effetto duplice dei fitoestrogeni dell’Angelica che consiglia l’uso di questa pianta nella menopausa. Essa è utile per ridurre i sintomi della menopausa come vampate di calore, contrazioni uterine, sbalzi di pressione, sbalzi di umore, emicranie; induce il rilassamento dei muscoli della parete uterina, riduce la pressione e svolge protezione cardiovascolare fluidificando il sangue. E’ usata come calmante nervoso per stati nevrastenici e sfruttando il suo potere sedativo risulta utile negli spasmi muscolari, insonnia, ritenzione idrica, mancanza di energia e senso generale di debolezza.

Verbena (Verbena officinalis)

Questa comune pianta dei nostri campi viene tradizionalmente utilizzata nella medicina popolare per calmare gli stati d’ansia, di agitazione e stress. Gli attivi principali del suo fitocomplesso sono saponine, mucillagini, glucosidi (verbenalina, verbenina), tannini, flavonoidi, oli essenziali (geraniolo, citrale), verbascoside. Per uso interno viene utilizzata per trattare mal di testa, febbre, depressione. E’ utile nell’ansia, nell’insonnia e nella tensione nervosa anche quando questi disturbi sono associati a stress; agisce sul sistema nervoso grazie alla sua abilità di prevenire o alleviare gli spasmi muscolari e gli intensi dolori conseguenti. La Verbena può essere quindi utile come sostegno alla sintomatologia della menopausa in quanto svolge attività spasmolitica, drenante, antinfiammatoria, analgesica, diuretica, antidolorifica, tonica, tranquillante. Essa agisce sul sistema endocrino e sulla funzione ormonale grazie alla sua abilità di riequilibrare la regolare produzione naturale di ormoni.

dr. Stefano Censani – Biologo e Naturopata

N.B.: Non assumere il prodotto Pausanorm Forte durante la gravidanza e l’allattamento.

Ultimo aggiornamento il: 11/04/2019

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Scritto da:

Salugea
Naturopata

il 20/05/14 11.43

Revisionato da:

Dott. Stefano Censani
Biologo e Naturopata

il 1/04/2016

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