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Vuoti di memoria: cause, curiosità e consigli

I vuoti di memoria possono manifestarsi per diverse ragioni e a diverse età.

vuoti di memoria

Se sei arrivato fin qui probabilmente stai cercando di capire se è il caso di preoccuparsi, oppure se questi episodi sono risolvibili con semplici azioni quotidiane. La cosa importante da capire è come mai si manifestano questi vuoti di memoria.

In questo articolo potrai scoprirai quali sono le principali cause in relazione anche all’età della persona.

Vuoti di memoria: le cause più frequenti

I vuoti di memoria possono avere diverse cause alla base. Non per forza si manifestano solo quando si invecchia. Sono fenomeni che posso insorgere sia nei giovani, nei meno giovani e naturalmente negli anziani.

Ma se non stai invecchiando, come mai ti dimentichi le cose?

Se ti sei accorto di avere degli episodi in cui non riesci a ricordare cose che sono successe da relativamente poco tempo oppure dimentichi appuntamenti e ti sembra di non riuscire a ricordare informazioni di lavoro, molto probabilmente è per un eccessivo stato di ansia e di sovrapposizione di attività.

Oggi ci vantiamo di essere multitasking, di fare mille cose contemporaneamente, ma dobbiamo capire che il nostro cervello non è portato per questo tipo di lavoro. Dobbiamo aver ben chiaro che non siamo dei computer. Non possiamo tenere mille cartelle aperte e pensare di passare da una all’altra e di ricordarci perfettamente dove eravamo rimasti e se avevamo fatto tutto nell’ordine giusto.

Queste abitudini frenetiche e il continuo stress a cui siamo sottoposti e a cui a volte ci sottoponiamo per cercare di essere sempre al top, dopo un po’ inducono l’effetto contrario e la nostra mente inizia a scioperare!

Quindi se non hai una familiarità con malattie degenerative comparse in età precoce, non hai vuoti sempre più frequenti o legati a ricordi e luoghi familiari, non dimentichi le parole, non devi preoccuparti.

Analizza con calma la tua situazione attuale e ti renderai conto che stai sovraccaricando di lavoro il tuo fisico e la tua mente, molto probabilmente dormi anche male o poco e durante il giorno sei in ansia per cercare di portare a termine tutte le attività che ti sei prefissato.

Tutto questo inevitabilmente incide sulla memoria e sulla concentrazione. Il non “performare” come vorresti alimenta a sua volta la catena di ansia e stress.

Devi sapere che la porta di accesso cerebrale alla nostra memoria è l’ippocampo. Qui vengono registrate tutte le informazioni che ci servono nel breve termine e che immagazziniamo in automatico. Ad esempio dove abbiamo parcheggiato, se abbiamo chiuso la porta di casa, se abbiamo tirato il freno a mano della macchina.

L’ippocampo però non può registrare informazioni all’infinito, possiamo dire che la sua capienza è limitata. Per fare spazio a nuovi ricordi dobbiamo cancellare vecchie informazioni. Quello che non ci servirà più ricordare verrà cancellato automaticamente mentre le informazioni che dobbiamo conservare verranno spostate in altre aree del nostro cervello.

Dove siano precisamente i famosi “cassettini della memoria ancora non è ben chiaro nemmeno alle neuroscienze.

Resta il fatto che se questo centro di smistamento d’informazioni non lavora come dovrebbe, ad esempio per i troppi stimoli che riceve o per i troppi pensieri, il meccanismo si inceppa. Così finiamo per scordare cose che dovrebbero essere del tutto automatiche ed ecco i famosi vuoti di memoria o black-out.

Cosa fare in questi casi

Se hai capito che il tuo stato di salute è nella norma e che questi episodi sono il frutto di un periodo particolarmente complesso e frenetico ecco cosa puoi fare giornalmente per ritornare in equilibrio.

Due cose sono molto importanti l’alimentazione e il riposo.

Per mantenere la lucidità mentale sul lavoro e non andare in deficit di energia è molto importante seguire un’alimentazione sana, varia e ricca di verdura e frutta. Evita alimenti difficili da digerire quando sai che subito dopo devi tornare operativo.

Anche l’idratazione è fondamentale per sostenere la memoria e la concentrazione. Quando ti senti un po’ annebbiato e non riesci a focalizzarti, prenditi un minuto, respira, bevi acqua fresca e se sei seduto alzati a fare due passi.

Il riposo, quello vero, è fondamentale per rigenerare i nostri organi e tessuti durante la notte. Più che la durata del sonno è importante la sua qualità. Ad esempio se ti svegli continuamente durante la notte non riuscirai a recuperare le energie che ti servono per il giorno seguente.

Per favorire la qualità del tuo sonno, puoi scollegarti da tutti i dispositivi elettronici almeno mezz’ora prima di andare a letto e in questo tempo puoi leggere un buon libro o fare esercizi di meditazione che favoriscano il rilassamento. Oppure ricorrere ad estratti vegetali che favoriscono un buon sonno.

Altri aspetti importanti sono l’attività fisica e l’abbandono di cattive abitudini. Metti da parte tutte quelle cose che vanno ad alimentare gli stati di agitazione come ad esempio il caffè, le bevande eccitanti, il fumo. In questo modo uscirai dal circolo vizioso che inducono queste sostanze e riuscirai ad essere più tranquillo.

Ci sono poi degli estratti vegetali che possono supportare le funzioni cognitive, trovi maggiori informazioni in questo articolo dedicato ai migliori integratori per la memoria e la concentrazione.

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Memoria e lucidità mentale in menopausa

La menopausa è una fase molto delicata della vita di una donna. È un processo fisiologico nel quale si verificano alterazioni dei valori ormonali.

Vuoti di memoria e in generale difficoltà di concentrazione potrebbero essere legati alla riduzione dei livelli di estrogeni. Nell’ippocampo sono presenti i recettori per il progesterone e per gli estrogeni e le variazioni di questi livelli sembrerebbero correlate alle funzionalità cerebrali come la memoria.

Tuttavia non è ancora chiaro se la tipica sensazione di annebbiamento e mancanza di lucidità sia direttamente legata alla riduzione degli estrogeni oppure se sia la conseguenza di sbalzi ormonali in generale.

Quello che è certo è che si può intervenire mantenendo il cervello allenato e integrando l’alimentazione con elementi naturali che sostengono il fisico e la mente in questa fase della vita.

Per impegnare positivamente il cervello sono consigliate attività come le parole crociate, giocare a scacchi o a giochi da tavolo in cui è implicato il ragionamento, imparare una nuova lingua. E per mantenersi in movimento si possono fare passeggiate ad andatura sostenuta. Imparare a ballare ad esempio mantiene attivi corpo e mente!

Inoltre anche integrare l’alimentazione con estratti di piante come ad esempio il Kudzu, il Trifoglio rosso, la Dioscorea, la Bacopa e la Rhodiola favorisce il benessere del corpo e della mente che stanno attraversando un momento di cambiamento fisiologico in menopausa. Trovi questi estratti vegetali nell’integratore per la menopausa Pausanorm Forte Salugea.

Vuoti di memoria ed età

La vita media con il passare degli anni si allunga sempre di più ma non senza conseguenze. Infatti è inevitabile che oltre al fisico invecchi anche la mente.

Di per sé l’età che avanza non è la causa principale di vuoti di memoria, demenza e decadimento cognitivo ma è solo uno dei tanti fattori di rischio legati alla perdita delle capacità cerebrali.

Vivere a lungo non sempre è sinonimo di vivere una vita lunga e in salute. Attualmente infatti molti anziani arrivano in età avanzata ma non senza problemi. Spesso ci sono arrivati grazie ai tanti farmaci che hanno cercato di colmare i vari cedimenti dell’organismo.

Con l’avanzare dell’età è normale avere più difficoltà a ricordare o memorizzare nuove informazioni. Spesso queste difficoltà possono tradursi in dimenticanze oppure in episodi come riporre oggetti in luoghi insoliti. Tuttavia in questa fase le funzioni cerebrali sono intatte, per ricordare le cose servirà solo qualche momento di riflessione in più.

In altri casi invece si tratta proprio di un decadimento cognitivo lieve, che può aumentare di gravità con gli anni fino ad arrivare a demenza. In un primo momento si notano difficoltà nel ricordare episodi o conversazioni recenti oppure la posizione degli oggetti nella propria casa: quella che viene intaccata è sostanzialmente la memoria a breve termine.

Il decadimento cognitivo può essere di natura fisiologica, quindi legato all’invecchiamento, oppure correlato a malattie come ad esempio il Parkinson o l’Altzheimer.

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Mantenere allenato il cervello

Si sente dire sempre di più questa frase: “Non voglio andare in pensione, perché una volta che smetti di lavorare invecchi”.

Questo è senz’altro vero, il lavoro mantiene la mente attiva, devi prestare la massima attenzione a quello che stai facendo. Smettere di lavorare senza intraprendere altre attività è deleterio.

Per mantenere la giusta lucidità mentale e invecchiare più lentamente è importante allenare il cervello.

Quindi che fare?

Tra le attività più consigliate ci sono quelle manuali come ad esempio il cucito o il giardinaggio. Anche apprendere cose nuove (come una lingua o uno strumento musicale) è una buona idea.

Per ampliare il vocabolario e ricordare in generale le parole è consigliato leggere e fare cruciverba.

In pratica è consigliabile allenare la mente e il corpo abbinando attività di ragionamento ad attività pratiche e mantenere la socialità. E se ti è possibile viaggia fin che puoi alla scoperta di nuovi luoghi e nuove culture!

Problemi di memoria e depressione

Un’altra causa alla base di vuoti di memoria e difficoltà di concentrazione, oltre allo stress, è la depressione.

In questi casi, molto spesso la persona in questione non si accorge di quello che le sta accadendo, sono proprio le persone che le stanno intorno a notare i cambiamenti.

Numerosi studi riportati in letteratura scientifica evidenziano deficit di memoria e concentrazione in persone affette da depressione.

Continui pensieri negativi si insinuano nella mente tanto da non lasciare spazio al resto e da ciò ne consegue un calo del rendimento, un’alterata percezione del tempo e di sé stessi.

Questa condizione di base può indurre vuoti di memoria durante il giorno e in generale deficit cognitivi.

Diversi studi tra i quali uno pubblicato nel 2020 sulla rivista Molecular Psychiatry sottolineano che i meccanismi che si innescano in una situazione di depressione portano ad una riduzione della plasticità neuronale1. In parole semplici diminuisce la capacità del cervello di modificare la propria struttura in risposta all’esperienza.

Senza dubbio quando i vuoti di memoria sono legati a questa situazione, il lavoro da fare è molto più complesso e deve essere guidato da un professionista.

Ora che hai scoperto come mai si possono manifestarsi vuoti di memoria e cali di concentrazione non ti resta che prenderti cura del tuo stile di vita e del tuo preziosismo cervello.

Se hai dei dubbi sulle cause degli episodi che hai notato durante le tue giornate non esitare a contattare un professionista e fai tutti i controlli necessari!

Memosan integratore per la memoria

Ultimo aggiornamento il: 02/09/2022

Scritto da:

Dott.ssa Miriana Fabbri
Biologa

il

Revisionato da:

Dott. Stefano Censani
Biologo e Naturopata

il 02/09/2022

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NOTE E BIBLIOGRAFIA

Gavazzeni.it – Vuoti di memoria, come capire quando c’è da preoccuparsi – rif. articolo pubblicato il 17 maggio 2018 a firma Francesca Solari sul settimanale “Vero”.

Centro Medico Santagostino – Santagostinopedia: I disturbi della memoria e la depressione.

Humanitas-sanpiox.it – Vuoti di memoria e donna: menopausa o età? – Dr.ssa Mariafrancesca Adriana Waldis

Manuale MSD – Perdita di memoria – Di Michael C. Levin , MD, College of Medicine, University of Saskatchewan.

Fondazione Umberto Veronesi Magazine: Chi è depresso non ricorda. Serena Zoli

Fondazione Umberto Veronesi Magazine: Ho una memoria piena di buchi: c’è una terapia?

https://www.msdmanuals.com/it/professionale/malattie-neurologiche/sintomatologia-dei-disturbi-neurologici/perdita-di-memoria

1 Price RB, Duman R. Neuroplasticity in cognitive and psychological mechanisms of depression: an integrative model. Mol Psychiatry. 2020;25(3):530-543. doi:10.1038/s41380-019-0615-x