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Fitoestrogeni: perché evitare la soia

Stai pensando di assumere i fitoestrogeni della soia per contrastare i disturbi della menopausa? Prima di farlo ti consigliamo di leggere con attenzione questo articolo!

Nel corso della Menopausa si assiste al progressivo decadimento dei due tipi di ormoni femminili: gli estrogeni e il progesterone. Quello che accade è che l’organismo femminile produce via via sempre meno queste due tipologie di ormoni, ed è proprio questo cambiamento, questa più o meno improvvisa diminuzione a creare nella donna disagi come le vampate di calore, l’irritabilità e l’insonnia.

Per contrastare questi disturbi è consigliabile quindi ricorrere a estratti vegetali che contengono al loro interno isoflavoni, anche chiamati fitoestrogeni, ovvero molecole vegetali che si comportano nell’organismo femminile come degli estrogeni, sopperendo alla loro improvvisa diminuzione dovuta alla menopausa.

A questo proposito, negli integratori naturali per il contrasto ai disturbi della menopausa di prima generazione veniva spesso impiegata la Soia (Glycine max). Oggi è preferibile non utilizzare Soia in menopausa per questi motivi principali:

  • Gli estratti di Soia in commercio sono sempre più spesso geneticamente modificati. Attenzione quindi a scegliere fitoterapici dichiarati OGM free se la contengono.
  • La Soia contiene solamente due isoflavoni (genisteina e daidzeina), mentre sono state scoperte piante molto più ricche in fitoestrogeni naturali.
  • Gli isoflavoni della Soia sono in forma glicosilata, cioè non rapidamente e sicuramente assorbibile dall’organismo umano1.
  • Sono oggi disponibili piante di più rapida e sicura efficacia nel contrastare vampate di calore, ansia e instabilità d’umore, sbalzi pressori, disturbi del sonno.

Guida Menopausa e Rimedi Naturali

Alternative alla soia per la menopausa

Le piante che hanno sostituito la Soia negli integratori di ultima generazione per la menopausa sono molto più efficaci, perché contengono una maggiore varietà di isoflavoni e in forma non glicosilata (sono quindi di più facile e certo assorbimento da parte dell’organismo)2. Vediamo insieme quali sono:

  • Il Trifoglio rosso (Trifolium pratense) apporta quattro isoflavoni: la maggior parte di essi si trova in già senza la parte glicosidica. L’estratto di Trifoglio rosso è quindi più biodisponibile, più rapidamente assimilabile ed efficace.
  • Il Kudzu (Pueraria lobata) è una pianta asiatica che contiene un particolare isoflavone, la puerarina, che oltre a essere facilmente assimilabile, si contraddistingue per un’altissima biodisponibilità e una notevole stabilità. Rispetto ad altre tipologie di isoflavoni, la puerarina del Kudzu ha la particolarità di permanere più a lungo nel circolo sanguigno.

E il Progesterone?

Fermi tutti: abbiamo parlato solo di isoflavoni (fitoestrogeni), ovvero molecole di natura vegetale che si comportano come estrogeni. Ma in menopausa c’è un’altra tipologia di ormoni che decade, il progesterone.

La domanda che potrebbe sorgerti è: c’è qualche pianta che contiene delle molecole vegetali 100% naturali che si comportano come il progesterone? Si! Questa pianta esiste e costituisce un’importantissima innovazione in ambito fitoterapico per il trattamento dei disturbi delle menopausa, proprio perché abbinata alle precedenti (Trifoglio rosso e Kudzu che apportano fitoestrogeni) permette un riequilibrio ormonale completo della donna. E’ la Dioscorea Villosa!

guida ai rimedi naturali per la menopausa

Ultimo aggiornamento il: 17/12/2018

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FONTI SCIENTIFICHE

1Eur J Drug Metab Pharmacokinet. 2013 Mar;38(1):15-25.Isoflavones: estrogenic activity, biological effect and bioavailability.Vitale DC, Piazza C, Melilli B, Drago F, Salomone S.

2Br J Nutr. 2003 Jun;89 Suppl 1:S45-58.Bioavailability of phyto-oestrogens.Rowland I, Faughnan M, Hoey L, Wähälä K, Williamson G, Cassidy A

Scritto da:

Dott.ssa Federica De Santi
Naturopata

il 19/10/16 20.30

Revisionato da:

Dott. Stefano Censani
Biologo e Naturopata

il 13/11/2018

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